22 gennaio 2022
Aggiornato 04:30
Sport | Ciclismo

Giro della Padania, bloccato un gruppo pronto alla protesta

Ciclisti arrivati al traguardo senza problemi. Ferrero: «Cambiate nome o ricominciamo le contestazioni»

TRENTO - Nuovi disordini al Giro di Padania. Questa volta però i ciclisti non sono coinvolti: intorno alle 15.30 le forze dell'ordine hanno bloccato un gruppo di attivisti del Centro sociale Bruno di Trento a due chilometri da San Valentino di Brentonico, arrivo della tappa odierna. I 'disobbedienti' sono stati circondati dalle forze dell'ordine nella boscaglia mentre si trovavano a 200-300 metri dalla strada statale 208, dove i ciclisti sono transitati poco dopo.
Il gruppo è poi arrivato al traguardo senza problemi: Ivan Basso si è aggiudicato la tappa, ipotecando la vittoria finale. Il varesino ha staccato tutti sull'arrivo in salita e ha conquistato la maglia verde di leader della corsa.

Ferrero: «Cambiate nome o ricominciamo le contestazioni» - Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, annuncia di aver «avanzato stamattina avanzato la proposta al Coni e alla Fci di cambiare il nome al giro della Padania, in modo da poter superare il dovere civico delle contestazioni ad una corsa di regime e fuori dalla Costituzione. Oggi infatti noi non abbiamo organizzato nessuna contestazione, in modo da lasciare il tempo per riflettere. Spero quindi - conclude Ferrero - che il CONI e la Federazione Ciclistica vogliano superare questa imbarazzante parata di partito, che vede alla fine di ogni tappa esponenti politici della Lega sul palco delle premiazioni, altrimenti domattina ricomincia la contestazione».