21 maggio 2024
Aggiornato 06:00
E' sempre caos. Leghisti defilati

Giro della Padania, schiaffi e insulti ai corridori‎

Assente Renzo Bossi, il Carroccio sceglie il profilo basso. Basso: «Insultati e presi a sberle». La Russa: «Disordini organizzati, è la strategia del fischio»

VIGEVANO - Si è conclusa senza incidenti e code polemiche la seconda tappa del Giro di Padania, da Loano a Vigevano, iniziata stamattina con momenti di tensioni e tafferugli, con un poliziotto contuso e culminata con «gli insulti e le sberle» denunciati da Ivan Basso, che li ha definiti «comportamenti inaccettabili». Protagonista degli scontri un gruppo di contestatori che considerano l'evento sportivo come una manifestazione di chiara connotazione politica leghista.
All'arrivo nella cittadina del pavese la Lega ha comunque scelto un profilo basso. Non si è presentato Renzo Bossi, che dovrebbe però assistere alla partenza, domani, della terza tappa, a Lonate Pozzolo, dove sono già previste altre manifestazioni di protesta. C'era, invece, ma un po' defilato, un drappello di leghisti locali, che prima della gara erano riuniti in un bar di Corso Torino, poco lontano dal traguardo. Ai lumbàrd è giunta l'indicazione di non esporsi troppo: sulla linea del traguardo solo un paio di bandiere del Carroccio, le altre, una quindicina, sparse lungo il percorso, in posizione defilata. Unico segno di contestazione, prima di entrare nella cittadina, un cartello isolato: «La Padania non esiste».

Alla premiazione i leghisti Rizzi e Davico e il sindaco Sala - A premiare il vincitore di tappa, Elia Viviani, seguito da Sasha Modolo e Danilo Napolitano, anche l'assessore regionale lombardo allo sport, la leghista Monica Rizzi e il suo compagno di partito, il sottosegretario all'Interno Michelino Davico. A fare gli onori di casa, in fascia tricolore, il sindaco Andrea Sala, leghista, che ha stravinto con il 72 per cento dei voti il ballottaggio nel 2010 contro il rivale del Pdl, dopo un'accesa campagna elettorale alla quale avevano dato un importante sostegno Umberto Bossi in persona, con due comizi in quindici giorni, e il ministro dell'Interno Roberto Maroni, pochi giorni prima del voto.

A Savona nuove contestazioni: investito poliziotto - Nuove proteste durante la seconda tappa del Giro della Padania, la contestatissima corsa ciclistica ideata dalla Lega Nord. Dopo i tafferugli di ieri a Mondovì, la protesta si è spostata in Liguria dove decine di militanti della sinistra, tra cui esponenti locali del Pd, di Rifondazione Comunista e della Cgil, hanno tentato di bloccare la corsa nel centro di Savona. I manifestanti, che sventolavano bandiere tricolori, intonando canti partigiani, si sono sdraiati per terra sulla carreggiata poco prima del passaggio degli atleti, costringendo gli organizzatori ad utilizzare un percorso alternativo. Nella concitazione un poliziotto è stato investito da un auto degli sponsor ma le sue condizioni non sarebbero gravi.
Tra i contestatori, che hanno appeso sulla Torretta, simbolo della città, un grande drappo tricolore, il segretario provinciale del Pd, Livio Di Tullo, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Marco Ravera ed il segretario provinciale della Cgil, Francesco Rossello. Le prime contestazioni erano scoppiate poco prima delle 12 a Loano, alla partenza della seconda tappa, dove alcuni manifestanti avevano esposto cartelli di protesta contro il partito di Umberto Bossi e contro l'Unione Ciclistica Italiana, che ha dato il patrocinio alla gara.

Basso: «Insultati e presi a sberle» - Anche oggi, alla partenza e durante lo svolgimento della seconda tappa, alcuni manifestanti - tra cui esponenti di Rifondazione Comunista e Pd - hanno pesantemente contestato il passaggio della corsa verde a Savona, costringendo i corridori a deviare il percorso.
Già ieri spintoni e momenti di tensione con forze dell'ordine e ciclisti. Davanti alla Torretta di Savona, questa mattina, il replay. Protagonista, suo malgrado, degli scontri anche Ivan Basso: «Siamo dei ciclisti e siamo venuti a questa gara per correre, chiediamo che il pubblico ci permetta di farlo», l'appello del varesino. «Siamo stati insultati - raccontano in una nota degli organizzatori della corsa - e qualcuno è andato anche oltre ai fatti e ci ha rifilato delle sberle. Per noi questi comportamenti sono inaccettabili: siamo degli sportivi, ci alleniamo e fatichiamo quotidianamente per poter correre, non accettiamo che i nostri sforzi vengano resi vani in questo modo».

La Russa: «Disordini organizzati, è la strategia del fischio» - Quelli che si stanno verificando al Giro di Padania, la competizione ciclistica organizzata dalla Lega, sono «tafferugli organizzati», ma il Carroccio probabilmente non si è reso conto che «negli ultimi mesi c'è una strategia molto precisa, la strategia del fischio». Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, incontrando i cronisti a via XX Settembre.
«La Lega ci doveva pensare, forse non si è resa conto che negli ultimi mesi c'è una strategia molto precisa, la strategia del fischio, iniziata la primavera dello scorso anno», l'opinione di La Russa, «Un'occasione del genere ha consentito a poche decine di contestatori di avere una sponda. Purtroppo la politica in Italia è che l'opposizione si fa a questo livello anziché nelle sedi competenti. E' un nostro orgoglio non aver mai imitato questa tecnica, l'area alternativa alla sinistra non ha mai usato come propria tecnica quella di contestare le occasioni di incontro della sinistra. Io non sono mai andato a contestare una manifestazione politica degli avversari, come me tutti quelli che hanno fatto politica con me».

Boni: «Vergognosi gli attacchi agli atleti» - Dure critiche da parte del presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Davide Boni, alle contestazioni che hanno accompagnato la seconda tappa del Giro di Padania, in particolare durante il passaggio a Savona in Liguria.
«Vergognoso - afferma Boni in una nota - che degli atleti, che stanno disputando seriamente una gara ciclistica, siano trattati come bersagli mobili da gruppi di estrema sinistra che confondo un sana competizione sportiva con un campo di battaglia».
«Questo - continua Boni - è il vero volto della sinistra estremista e con questi atteggiamenti, oltre a porsi al di fuori di ogni regola alla base della convivenza civile, dimostra di non sapere neppure cosa sia la democrazia. Mi auguro che da parte di tutta la sinistra vi sia la ferma condanna per quanto sta accadendo».

IdV: «Ciclismo piegato al marketing di un partito» - «E' avvilente che una materia nobile come lo sport, ed in particolare una disciplina popolare e di antica tradizione come il ciclismo, vengano piegati al peggior marketing partitico». E' quanto dichiara Gabriele Sola, consigliere lombardo dell'Italia dei valori ed ex dirigente sportivo organizzatore di due campionati del mondo di ciclismo, in merito al «Giro della Padania» che arriva oggi in Lombardia, facendo tappa a Vigevano.
«E' altrettanto grave che le istituzioni sportive abbiano tollerato quest'operazione di bassa propaganda leghista e il silenzio di quasi tutti i dirigenti nazionali del ciclismo, ed in particolare l'atteggiamento irresponsabilmente opportunistico del presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, tendono infatti a compiacere la volgare propaganda legaiola» prosegue Sola, che denuncia come «in questo caso dignità e senso di responsabilità si sono ridotti al nulla, proprio come nulla, inesistente, è quell'entità di pura fantasia furbescamente definita padania dai seguaci delle tradizioni celtiche».
Augurandosi che la manifestazione venga «ignorata», il consigliere lombardo dell'Idv, si augura che «le proteste non varchino mai i margini della correttezza e della civiltà, soprattutto, non sia in alcun modo messa a repentaglio la sicurezza di corridori e addetti ai lavori: guai a cadere nella trappola della provocazione padanoica».