28 febbraio 2021
Aggiornato 11:00
Real Madrid

Mourinho a Benzema: dormi anche in campo

Il tecnico portoghese riprende l'attaccante francese in allenamento: «Fosse per te dovrei fare gli allenamenti a mezzogiorno»

MADRID - A dispetto dei proclami, «questa sarà la mia stagione», e delle parole al miele verso Jose Mourinho, «è un grandissimo allenatore e la cosa più bella è che parla tantissimo alla squadra», il rapporto tra Karim Benzema e il tecnico portoghese del Real Madrid continua a far registrare alti e bassi. Come è già noto infatti il desiderio di Mourinho di volere dalla società l'acquisto di una terza punta centrale (oltre al francese ha a disposizione per quel ruolo l'argentino Gonzalo Higuain), è altrettanto accertato che su Benzema si voglia puntare forte.
Ed è forse proprio per questo che Mourinho da lui pretende molto. Anche in maniera brusca. Come durante l'allenamento di giovedì scorso, quando il portoghese - rivela oggi Marca - nel mezzo della sessione, davanti a tutta la squadra, ha duramente ripreso Benzema: «Fosse per te dovrei fare gli allenamenti a mezzogiorno, perché alle 10 sei ancora a dormire e alle 11 non ti sei ancora svegliato». Un chiaro invito a cambiare attitudine.

AMBIZIONI - Che era un tipo ambizioso ce ne eravamo accorti anche in Italia. Ecco le sue dichiarazioni al quotidiano spagnolo El Pais, in cui dice che il suo obiettivo è vincere tutto. Innanzitutto vuole essere l'unico tecnico ad aver vinto nei tre campionati più importanti: Spagna, Italia e Inghilterra. Possono competere per questo «titulo» anche Ancelotti e Capello: «Capello ha vinto in Italia e in Spagna ma se, come ha detto lui, non tornerà ad allenare un club allora non potrà raggiungere questo obiettivo. Restiamo io e Carlo. Ma non so se lui ha questo mio stesso obiettivo». Ma non si ferma qui... «Vorrei anche vincere la Champions con tre club diversi».
Mourinho è uno a cui piacciono le sfide. Eccola servita: «Vorrei dare al mio paese, il Portogallo, qualcosa che nessuno è riuscito a dargli: il titolo di campione del mondo e d'Europa. Questa è un'impresa difficile, tra l'altro a me non piace fare il ct ma il Portogallo merita qualcosa di importante. È il paese di tre palloni d'oro (Eusebio, Ronaldo e Figo) ma anche di Benfica e Porto, che ha anche vinto una Champions. Un Mondiale in terra lusitana? È un obiettivo più facile da raggiungere rispetto al titolo di campione del mondo, dobbiamo ottenere questo incarico».