15 luglio 2020
Aggiornato 08:00
Processo calciopoli

Legali Moggi: proposta radiazione contraria a Giustizia

Atto di opposizione degli avvocati Prioreschi, Trofino e Rodella: «Il parere fornito alla Corte di Giustizia Federale è sommario e superficiale»

ROMA - «Il parere fornito alla Corte di Giustizia Federale si caratterizza per la sua assoluta contrarietà ai più elementari principi di giustizia nonché per la sua sommarietà e superficialità. Esso, pertanto, così come formulato, non può e non deve trovare accoglimento nei confronti di alcuno dei soggetti raggiunti dalla proposta di radiazione prima della entrata in vigore del nuovo codice di Giustizia Sportiva e, ad oggi, mai applicata». Lo affermano gli avvocati Maurilio Prioreschi, Paolo Rodella e Paolo Trofino, difensori di Luciano Moggi nell'atto che verrà presentato contro la proposta di radiazione dell'ex direttore generale della Juventus.

LA DIFESA - «Sbarramento insuperabile alla inattuabilità delle conclusioni formulate dal Collegio è costituito dal principio della irretroattività della legge rispetto al fatto commesso antecedentemente alla sua entrata in vigore. Ci si riferisce, evidentemente, al cd. 'principio di legalità' sancito dalla Carta Fondamentale all'art. 25 comma 2 che recita 'Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso'. Tale principio - di matrice penalistica ma pedissequamente applicato dalla stessa Corte Federale nel Comunicato Ufficiale n.2/Cf del 4 Agosto 2006 che ne ha confermato lo stretto nesso di collegamento e colleganza tra ordinamento penale ed ordinamento sportivo - costituisce presidio costituzionale di garanzia assoluta ed inviolabile per ogni cittadino assicurandogli che, in riferimento a qualunque tipo di illecito, sia esso di natura penale, civile, amministrativa o sportiva cui si ricolleghi una sanzione, non sarà punito se non nei casi preventivamente fissati dalla legge e che anche in questi casi egli non subirà restrizioni ai propri diritti all'infuori di quelle che la legge medesima stabilisce», continuano i legali.

COSA AVEVA DETTO LA CORTE DI GIUSTIZIA - La radiazione di Luciano Moggi sarà una pura formalità e deve essere ritenuta «implicita» nella sanzione imposta all'ex direttore generale della Juventus, condannato per lo scandalo Calciopoli del 2006 ad una inibizione di cinque anni con proposta di radiazione alla scadenza del periodo di inibizione. E' il senso del parere interpretativo fornito oggi dalla sezione consultiva della Corte di Giustizia della Federcalcio in risposta ad un quesito avanzato dal presidente della Figc, Giancarlo Abete, in merito alle differenze in materia di radiazioni tra l'attuale statuto federale e la versione precedente in vigore fino al 30 giugno 2007.
Nel suo parere, all'esito della discussione collegiale, la sezione consultiva della Corte di Giustizia scrive testualmente: «Si ritiene che il provvedimento di preclusione debba ritenersi implicito, quale effetto ex lege, nelle decisioni con cui gli organi della giustizia sportiva, dopo aver irrogato la sanzione della sospensione nella misura massima, si sono pronunciati nel senso della particolare gravità delle infrazioni».