30 marzo 2020
Aggiornato 11:30
Calcio

Organizzatori Coppa d'Africa: l'agguato si poteva evitare

Critiche alla federazione togolese: «Dovevano venire in aereo»

CABINDA - L'agguato alla nazionale del Togo, costato la vita a tre persone, si poteva evitare. E' la posizione espressa oggi dagli organizzatori della Coppa d'Africa, che hanno criticato la federazione togolese per non avere notificato ad organismi sportivi la decisione di raggiungere l'Angola in pullman. In una nota i responsabili del torneo hanno sottolineato come la federazione togolese non abbia comunicato adeguatamente con la confederazione africana, ignorando - inoltre - le direttive trasmesse alle nazionali iscritte, tutte incoraggiate a raggiungere l'Angola in aereo.

«Se fossimo stati informati sicuramente avremmo messo a disposizione un volo da Ponta Negra, in Congo, alla provincia di Cabinda», ha detto Justino Fernandes, direttore del comitato organizzatore. L'agguato al pullman del Togo, condotto lo scorso 8 gennaio da un commando di presunti separatisti della tormentata regione di Cabinda, è costato la vita all'autista, al vice commissario tecnico del Togo e all'addetto stampa della nazionale.

Dopo l'attentato il Togo ha chiesto tre giorni di lutto, domandando inoltre di poter iniziare il torneo in ritardo rispetto a quando previsto dal calendario della manifestazione. Il mancato accoglimento di queste richieste da parte della Confederazione Africana ha indotto la federazione togolese ha ritirare la squadra dal torneo.

«Le squadre dovevano viaggiare in aereo», ha detto Fernandes in una nota, «il Togo ha svolto il ritiro in Congo e da lì, per una loro decisione, sono partiti alla volta di Cabinda in pullman. La confederazione ed il comitato organizzatore di Luanda non erano al corrente della situazione».

Al momento dell'agguato il pullman del Togo era scortato dalla polizia dell'Angola. La vicenda ha portato le autorità togolesi ad accusare sia l'Angola che gli organizzatori del torneo per avere protetto inadeguatamente la squadra. La regione di Cabinda, nota anche per i ricchi giacimenti petroliferi, è teatro di frequenti manifestazioni di violenza da parte di gruppi separatisti.

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