30 marzo 2020
Aggiornato 11:00
Non cambia posizione

Il Governo del Togo Coppa d'Africa non va giocata

Confermato il ritiro nonostante il parere contrario della squadra: la nazionale deve rientrare

LOME' - Il Governo del Togo non cambia posizione e mantiene il ritiro dalla partecipazione della nazionale di calcio alla Coppa d'Africa, nonostante la richiesta unanime dei giocatori di scendere in campo, in nome e in memoria delle tre vittime dell'attentato subito dalla squadra.

Il Governo del Congo mantiene la sua posizione», ha annunciato alla stampa il ministro Pascal Bodjona, portavoce dell'esecutivo di Lomè, a seguito della richiesta opposta dei calciatori. Mentre un portavoce della Caf (Confederation of African Football), l'organo che governa il calcio africano, ha detto di aver parlato con i giocatori della nazionale di Togo che pure «confermano il desiderio di giocare il torneo per onorare le vittime» L'esecutivo di Lomè dunque conferma l'intenzione di far rientrare in patria dall'Angola la sua delegazione, a seguito dell'attacco armato al bus della squadra in occasione del suo ingresso nell'enclave di Cabinda, costato la vita ad almeno due persone. I giocatori della nazionale, che avevano inizialmente espresso il loro desiderio di lasciare l'Angola, hanno a sorpresa cambiato posizione nella notte tra sabato e domenica decidendo di partecipare alla Coppa d'Africa.

La «soluzione migliore non è però restare» per disputare questa competizione, ha tuttavia insistito il portavoce del governo. «Ci sono stati dei morti. Il portiere Obilalé è in terapia intensiva», ha aggiunto il portavoce, che ha spiegato che il ritorno dei giocatori è una questione di «principio».

Secondo fonti vicine alla federazione calcistica togolese, parte della delegazione ha già fatto ritorno in patria ieri sera. «I giocatori sono normalmente attesi oggi a Lomè», ha indicato un responsabile della federazione. Il Ct della nazionale, Hubert Velud, aveva da parte sua dichiarato ieri pomeriggio che la delegazione togolese sarebbe partita già questa mattina dall'enclave.

L'agguato di venerdì contro l'autobus della nazionale togolese, rivendicato da indipendentisti della Cabinda, è costato la vita ad almeno due persone della delegazione, l'addetto stampa Stanislas Ocloo e l'allenatore in seconda Abalo Amelete. L'enclave petrolifera di Cabinda è teatro di violenze separatiste dall'indipendenza dell'ex colonia portoghese nel 1975. «Incastonata» tra la repubblica democratica del Congo e il Congo-Brazzaville, è distante una cinquantina di chilometri dal resto dell'Angola.

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