10 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Mosley: «Troppo presto hanno ballato sulla mia tomba»

Il presidente della FIA: «Tutto il mondo chiede mia candidatura»

LONDRA - Max Mosley ha affermato di avere ricevuto enormi pressioni per ripresentarsi alle prossime elezioni presidenziali della federazione internazionale degli sport auotomobilistici (FIA), in programma ad ottobre, pronto quindi a rimangiarsi il proposito di rinunciare alla corsa per la riconferma.

La decisione di rinunciare alla corsa avrebbe in un certo modo favorito l'accordo con l'associazione dei team della Formula 1 (Fota) attraverso il quale si è evitata la scissione e la creazione di un Mondiale parallelo, ipotesi comunque non completamente accantonata dai grandi costruttori. «Hanno commesso l'errore di ballare sulla mia tomba prima ancora del mio funerale», ha detto Mosley al Mail on Sunday.

«Non mi sembra che i team abbiano avuto una buona idea ingaggiando un'agenzia di pubbliche relazioni per dire che io sono morto e sepolto mentre sono ancora qui, più vivo che mai. E tutto il mondo adesso mi chiede di ripresentare la candidatura alla presidenza della FIA. Io ero sinceramente intenzionato a non ricandidarmi. Ma non posso andarmene se all'orizzonte è in vista un grosso scontro con l'industria automobilistica e con la Fota. Farò ciò che devo fare, non sono abituato ad abbandonare una battaglia».

Mosley ha anche ammesso che non gli è piaciuto affatto sentirsi definito come un «dittatore» dal presidente della Ferrari e della Fota Luca Di Montezemolo. «Lo ha detto come se io andassi in FIA ad occupare una poltrona per decidere come devono funzionare le cose», ha detto Mosley. «Ma è assolutamente falso, una dichiarazione senza senso».