22 agosto 2019
Aggiornato 15:30
World Toilet Day 2018

Italiani tutti sensibili ai cattivi odori nei bagni pubblici: il 28% si rifiuta di utilizzare toilette dall'odore sgradevole

Oggi, 19 novembre, si celebra la Giornata mondiale per sensibilizzare sull'importanza di avere adeguati e puliti servizi igienici. La situazione nel mondo e in Italia

Noi italiani di oggi ci siamo dimenticati di quando, nelle campagne o anche in città, i servizi igienici (leggasi water) si trovavano fuori casa. Spesso, specie nelle zone rurali, si trattava per lo più di un buco nel terreno dentro a un rudimentale box di legno. Ma se oggi, per tanti è la normalità avere il bagno in casa, per moltissime altre persone nel mondo utilizzare il water non è affatto un’abitudine scontata. Al contrario, circa il 30% della popolazione mondiale – 2,3 miliardi di persone – non ha ancora oggi accesso ai servizi igienici di base. Di queste, 600 milioni condividono il bagno con altre famiglie e altri 892 milioni non ne dispongono affatto [1]. Insomma, una situazione che nel XXI secolo sa di regresso, piuttosto che progresso.

World Toilet Day, la Giornata Mondiale del Gabinetto
Per evidenziare queste e altre problematiche legate all’igiene e sensibilizzare sull’importanza di adeguati e puliti servizi igienici per la salute, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha istituito nel 2001 il World Toilet Day, la Giornata Mondiale del Gabinetto.

Ansie, timori e disagi per molti
Noi italiani forse non ne siamo a conoscenza, ma le problematiche relative alla disponibilità di servizi igienici e alla loro pulizia possono creare disagi più o meno gravi, generare ansie e timori di contrarre malattie, fino ad arrivare a questioni che possono toccare temi come la discriminazione di genere: in alcuni Paesi, per esempio, le ragazze smettono di frequentare la scuola nella prima pubertà, in concomitanza con l’arrivo del ciclo mestruale, proprio perché non possono contare su servizi igienici adeguati nelle scuole. Nei Paesi del mondo occidentale, e perciò anche in Italia, la situazione è per fortuna ben diversa: la maggior parte della popolazione non solo ha accesso ai servizi igienici adeguati, ma è attenta e molto sensibile alle condizioni dei bagni in termini di odore, pulizia e igiene.

L’indagine sui disagi e le preferenze
Initial, azienda leader mondiale in servizi per l’igiene, ha realizzato una ricerca [2] in cinque Paesi: Regno Unito, Francia, Italia, Australia e Malesia al fine di valutare esperienze, preferenze e comportamenti delle persone che utilizzano i bagni pubblici in luoghi come ristoranti, bar, centri commerciali, stazioni ferroviarie e edifici pubblici. L’odore è uno dei primi aspetti a essere esaminati quando si entra in un bagno. In particolare, gli odori sgradevoli vengono associati in prevalenza alla carenza di pulizia (85% degli intervistati), alla scarsa igiene (82%) e ai batteri (69%). Per contro, l’assenza di odori o un odore gradevole sono indici di pulizia per oltre tre quarti degli intervistati nei diversi Paesi (76%). Questa percentuale sale a oltre l’80% degli intervistati italiani.

Italiani più sensibili
In generale, proprio gli italiani mostrano una sensibilità maggiore su queste tematiche, con percentuali sempre più alte rispetto alla media globale. L’86% dei nostri connazionali, per esempio, afferma che l’odore è la prima cosa che notano di un bagno e ben il 92% è sensibile nel percepire i cattivi odori nei bagni pubblici, e si dice disgustato quando questo avviene, rispetto a una media internazionale dell’82%. Il 28%, poi, si rifiuta di utilizzare toilette dall’odore sgradevole, rispetto al 16% in media degli altri Paesi. Gli odori piacevoli, invece, vengono associati all’igiene e gli odori sgradevoli alla mancanza di pulizia: tre quarti (75%) degli italiani presumono che un ambiente è pulito se la toilette ha un buon odore.

Comportamenti errati
La ricerca evidenzia inoltre un legame diretto tra bagni maleodoranti e pratiche non igieniche: paradossalmente, quando le persone considerano sporco un bagno sono molto più inclini ad adottare comportamenti errati, che innescano un circolo vizioso di diffusione di germi e batteri. Gli intervistati hanno infatti ammesso che in presenza di cattivi odori cercano di uscire dal bagno il prima possibile (88%), saltando ‘passaggi’ importanti tra cui lavarsi le mani, usare il sapone o asciugarsi correttamente le mani. Tra gli elementi che invece rassicurano sulla pulizia e l’igiene del bagno vi è la presenza di profumatori e dispositivi di deodorazione per ambienti che per il 40% degli italiani rinforza la percezione di una toilette pulita.

Rentokil Initial
Rentokil Initial è il maggior fornitore al mondo di servizi per le aziende. Da oltre 90 anni l’azienda - nata dalla fusione di due società - si occupa di Pest, Textiles e Hygiene Services. Attiva in oltre 65 Paesi al mondo - in Europa, Asia, Oceania, America e Africa - conta più di 35.500 dipendenti e un fatturato annuo di £ 1.9 miliardi. La filiale italiana opera oggi con due divisioni: Initial Hygiene, specializzata in servizi per l’igiene, che si è ampliata grazie alla recente acquisizione di CWS-boco Italia, e Rentokil Pest Control, dedicata ai servizi per la disinfestazione e monitoraggio degli infestanti. Lo staff è composto ora da circa 600 dipendenti, con un personale tecnico suddiviso su molteplici filiali nel territorio nazionale, che prestano il proprio servizio a oltre 27.000 clienti.

[1] Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Unicef, Joint Monitoring Programme Report, Progress on drinking water, sanitation and hygiene: 2017 update and Sustainable Development Goal baselines, 2017, http://www.who.int/en/news-room/detail/12-07-2017-2-1-billion-people-lack-safe-drinking-water-at-home-more-than-twice-as-many-lack-safe-sanitation.

[2] Ricerca Initial, State of Air Care, 2017.