16 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Adolescente schiaccia un punto nero e rischia di morire per sepsi

Un ragazzo di 17 anni è stato ricoverato d’urgenza a causa di una sepsi scatenata dallo schiacciamento di un punto nero. Ora è vivo per miracolo
17enne rischia di morire dopo aver schiacciato un punto nero sul collo
17enne rischia di morire dopo aver schiacciato un punto nero sul collo (Ocskay Bence | Shutterstock)

Schiacciare brufoli e punti neri non è mai una buona idea. Qualsiasi dermatologo vi sconsiglierebbe la procedura perché, così facendo, assistereste a un aumentato rischio di infezioni. E ben lo sa anche Geraint Mullins, un giovane adolescente che quando ha visto un brufolo sul collo ha deciso di farlo scoppiare. E questa non è stata per niente una bella idea perché, poche ore dopo, ha rischiato di morire.

Dalla sera alla mattina
La sera Geraint aveva schiacciato il suo punto nero (comedone) come, probabilmente, aveva fatto tante altre volte. Ma il giorno seguente, al risveglio, ha notato un lieve gonfiore nella stessa zona. Gonfiore che si è trasformato in un ascesso e che, solo quattro giorni dopo, ha necessitato di un ricovero ospedaliero presso il Royal Gwent Hospital di Newport.

Una sepsi
L’adolescente è rimasto scioccato quando i medici gli hanno detto che stava per rischiare la vita a causa di una grave sepsi. «Non sapevo nemmeno cosa fosse una sepsi», ha raccontato il 17enne. «Non ho capito subito la gravità della situazione. Pensavo di aver appena avuto un raffreddore o l'influenza. Non avevo idea che qualcosa di così piccolo potesse trasformarsi in qualcosa di così grande», continua Geraint.

I sintomi
«Il dottore ha controllato la mia frequenza cardiaca ed era estremamente rapida, per fortuna ha capito subito che si trattava di una sepsi. Un'ambulanza si è presentata per portarmi dritto in ospedale. Mio padre è un paramedico ed è stato lui a rispondere alla chiamata. Scommetto che non avrebbe mai pensato che avrebbe dovuto trattare suo figlio. Probabilmente era piuttosto spaventato», spiega il giovane.

Intervento immediato
Il personale sanitario ha ritenuto opportuno eseguire un intervento d’urgenza e due cicli di chirurgia allo scopo di drenare l’ascesso. Nello stesso momento gli sono stati somministrati diversi farmaci in dosi piuttosto elevate ed è stato necessario eseguire due trasfusioni di sangue. «Stavo così male che non potevo muovermi. Ho dovuto convincere i miei genitori a tirarmi fuori dal letto e portarmi in bagno». Per guarire il ragazzo ha dovuto stare in ospedale per quasi un mese, ma anche dopo il rientro c’è voluto molto tempo affinché potesse riprendersi.

La ripresa alla vita normale
Ora il giovane sta cercando di riprendere la sua vita normale e la scuola ma ha già molti progetti per il futuro. «Voglio andare all'università per diventare un fisioterapista, così posso lavorare per l’NHS [il servizio sanitario nazionale del Regno Unito, nda] e aiutare le persone. Lo staff che mi ha seguito è stato davvero incredibile. Ero in un reparto pediatrico e loro erano sempre a portata di mano per ascoltare ogni mia parola. Sono fortunato a essere vivo perché la sepsi uccide migliaia di persone ogni anno», conclude Geraint.