21 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Diagnosi del cancro

Tumore al polmone: ecco Blatt, il cane che lo fiuta immediatamente

Il labrador è in grado di fiutare i noduli maligni dal respiro dei pazienti. Sarà un modello per la diagnosi precoce del cancro

Il cane Blatt
Il cane Blatt ANSA

E’ in realtà un meticcio, ossia un incrocio tra un labrador e un pitbull, se si chiama Blatt. Oltre a essere un simpatico cane di 4 anni ha un ‘dono’ speciale: è capace di fiutare la presenza del tumore al polmone. In particolare, i noduli maligni, semplicemente dalle esalazioni (o l’alito) dei pazienti. E il tutto con un elevatissimo grado di affidabilità, facendo di lui una vera e propria ‘macchina’ per le diagnosi.

Un vero protagonista
Al contrario di un freddo macchinario per le diagnosi – che non sempre è affidabile – il cane Blatt è non solo qualcosa di letteralmente diverso, ma in questo caso un vero amico dell’uomo. Lui e la sua capacità sono stati i protagonisti di uno studio presentato alla Conferenza mondiale sul tumore al polmone (IASLC) che si tiene a Toronto in Canada. Lo studio è stato presentato dalla dott.ssa della Hospital Clinic di Barcellona.

C’erano già dei precedenti
Lo studio presentato a Toronto non è il primo del genere, lo stesso team di ricercatori aveva infatti già dimostrato in una precedente ricerca che i cani addestrati in tal senso possono identificare la presenza di un tumore al polmone. ora, in questo nuovo studio, l’obiettivo era tuttavia scoprire se i cani potessero anche fiutare la presenza di noduli maligni, partendo da campioni di gas esalati attraverso il respiro dei pazienti. I cani «cambiano il loro comportamento in presenza di varie patologie – ha spiegato la dott.ssa Guirao – La nostra teoria è che il tumore al polmone cambia la natura dei composti volatili organici (Vocs) esalati da un soggetto e che possono dunque essere individuati nel respiro dal momento che tali esalazioni arrivano direttamente dall’organo malato».

La necessità di una diagnosi precoce
Nel caso del tumore al polmone, la diagnosi precoce è fondamentale. Questa è infatti «una grande sfida – ha sottolineato la ricercatrice – poiché il 75% dei pazienti ha una diagnosi in fase avanzata, quando la malattia non può essere curata». Per tale motivo, «è fondamentale sviluppare nuovi screening per la diagnosi e pensiamo che l’identificazione del Vocs potrebbe essere usata in combinazione con l’esame di screening di tomografia computerizzata».

Lo studio
Durante i test condotti nello studio, il cane Blatt ha riconosciuto con successo i 27 pazienti che erano malati di tumore al polmone, su un campione totale di 30 soggetti. Di questi, tre avevano anche noduli maligni. «I risultati di Blatt sono sorprendenti, ma non tanto quanto si potrebbe pensare. Infatti, l’odorato dei cani ha una più alta concentrazione di biosensori rispetto alla più avanzata tecnologia al momento disponibile. Per questo quasi tutti i cani potrebbero essere addestrati a individuare il Vocs. Ora la sfida è identificare il modello di esalazione Vocs individuato dai cani, per sviluppare ulteriori modelli di screening per la diagnosi precoce», ha concluso la dott.ssa Guirao.