31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Rimedi per l’infarto

Nuove speranze per chi ha avuto un infarto: il trapianto di staminali rigenera il cuore

Scienziati americani hanno testato un trapianto di staminali per rigenerare un cuore infartuato: l’esperimento ha ottenuto eccellenti risultati

Rigenerare il cuore dopo un infarto con le staminali
Rigenerare il cuore dopo un infarto con le staminali Shutterstock

Un esperimento condotto su modello animale - ma perfettamente riuscito - che potrebbe dare grandi speranze a uomini e donne colpite da infarto. Grazie all’uso consapevole di cellule staminali, infatti, è stato possibile riparare il cuore infartuato di alcune scimmie. Il test è stato eseguito di recente presso i laboratori dell'Università di Washington e, a distanza di circa un mese, il cuore si è rigenerato correttamente. Ecco i dettagli dello studio.

Trapianto di cellule
Per vedere se l’idea di rigenerare un muscolo cardiaco dopo un infarto potesse essere una pratica possibile, gli scienziati americani hanno trapiantato staminali cardiache derivanti da cellule embrionali umane. Dopo circa una trentina di giorni gli esperti hanno assistito alla formazione di un nuovo cuore in grado di pompare il sangue con maggior efficienza. Inutile dire che l’eccezionale scoperta potrebbe offrire la possibilità, in un futuro non troppo lontano, a tutti i pazienti infartuati di avere un cuore nuovo.

Al momento non c’è nulla da fare
Purtroppo tutti sappiamo che a seguito di un infarto il cuore diventa meno efficiente e perde buona parte della sua contrattilità. E, al momento, non esiste cura efficace che possa risolvere il problema. In passato sono state eseguite diverse sperimentazioni ma tutte hanno fallito durante la fase clinica sull’uomo. Tuttavia, durante questo studio, gli scienziati hanno voluto provare la fattibilità di un trapianto di staminali in cinque macachi affetti da insufficienza cardiaca – disturbo che aveva ridotto del 40% la capacità di pompare il sangue correttamente.

Il test
Durante l’esperimento, ai cinque cuori infartuati dei macachi, sono stati iniettati 650 milioni di cellule muscolari cardiache – i cosiddetti cardiomiociti – prelevate da staminali embrionali umane. Dopo un mese, gli scienziati hanno effettuato un controllo sul muscolo cardiaco e hanno notato che gran parte del tessuto muscolare era stato rigenerato. Il risultato? Il cuore ha recuperato più di un terzo della funzionalità perduta. Ma non è finita qua perché due delle cinque scimmie hanno continuato a migliorare le condizioni cardiache dopo circa tre mesi, arrivando a recuperare oltre due terzi della fisiologia del muscolo cardiaco.

Addio insufficienza cardiaca?
Purtroppo saranno necessari diversi anni perché tutto questo possa essere applicato sull’uomo. Dovranno infatti essere eseguiti ulteriori studi e analisi al fine di rilevare eventuali effetti avversi. Ma se questi risultati venissero presto confermati, la sperimentazione clinica in fase I (sull’uomo) potrebbe essere alle porte. E con essa, anche una terapia rigenerativa volta a curare realmente l’insufficienza cardiaca. Prima di allora, tuttavia, sarà necessario osservare con attenzione alcune piccole problematiche rilevate durante lo studio, in particolare la presenza di aritmie. Questo effetto collaterale potrebbe essere causato da alcune staminali che si trasformano in cellule pacemaker, ovvero cellule che danno origine al battito cardiaco in maniera totalmente autonoma. Tutto ciò, comunque, potrà essere valutato con certezza solo nei prossimi test. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Biotechnology.

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