19 settembre 2018
Aggiornato 12:30

Le iniezioni di anidride carbonica aiutano a ridurre il grasso senza dover ricorrere alla chirurgia

Uno studio ha trovato nuove conferme sull’efficacia delle iniezioni di anidride carbonica per ridurre il grasso. Ma ci sono ancora alcuni limiti da superare
La carbossiterapia funziona?
La carbossiterapia funziona? (Aleksei Stebliuk | Shutterstock)

Non è un miracolo – e al momento non esiste niente che lo sia – ma sicuramente può aiutare. Stiamo parlando della carbossiterapia, una procedura minimamente invasiva che aiuta a ridurre il grasso corporeo visibilmente già dopo una settimana di terapia. E nonostante non si tratti di una procedura innovativa, ora un nuovo studio ha messo in evidenza come questo genere di cura sia davvero valida come precedentemente ipotizzato.

Riduci il peso naturalmente
Si tratta di una terapia – secondo quanto dichiarato dal dottor Murad Alam della Northwestern University -  preferita dai pazienti «che amano i trattamenti naturali». Nonostante ciò non si può proprio definire naturale, ma è certo che la cura è relativamente «sicura e poco costosa». La carbossiterapia è efficace perché modifica alcuni cambiamenti nella circolazione addominale, questo processo danneggia le cellule grasse eliminandone una buona parte. Il tutto avviene senza cicatrici o lunghi tempi di recupero, i quali sono invece tipici della chirurgia tradizionale per la perdita di peso. È importante sottolineare che secondo il dottor Alam, le cellule adipose non vengono distrutte totalmente ma semplicemente dimezzate in termini di dimensioni.

Ci sono i pro e i contro
Lo studio, nonostante abbia confermato gli effetti benefici, ha anche messo in risalto tutti i suoi limiti. Uno di questi è che l’effetto brucia-grasso derivante dalle iniezioni, svaniscono nell’arco di circa sei mesi. Mentre il peso corporeo non cambia assolutamente, esattamente come la circonferenza della vita.

Come funziona
La carbossiterapia viene eseguita somministrando anidride carbonica allo stato gassoso grazie a un apposito macchinario che la disperde per via sottocutanea. In alternativa vengono utilizzati dei mini aghi per la somministrazione per via intradermica. Non è affatto un metodo innovativo se si considera che era già conosciuto negli anni ’30 a scopo terapeutico. Oltre ad aumentare la pressione nella zona, il gas aumenta il metabolismo dei lipidi. Grazie all'effetto Bohr, infatti, provoca un aumento della biodisponibilità dell'ossigeno necessario ai processi di ossidazione lipidica. Da qui ne scaturisce il famoso effetto brucia-grasso. L'anidride carbonica, in sintesi, fa sì che le cellule disperdano il loro ossigeno nell'area interessata, prima di assorbire la CO2. Le cellule quindi riportano il biossido di carbonio ai polmoni dove viene espirato. Oltre a ridurre il grasso localizzato, aiuta a rimuovere la cellulite e riduce lassità cutanea.

Necessita di qualche miglioramento
Gli effetti collaterali sono minimi e generalmente si parla di lievi gonfiori e arrossamenti, può essere quindi considerato un trattamento valido. Tuttavia, necessita ancora di alcune migliorie. «La carbossiterapia potrebbe essere un mezzo nuovo ed efficace per ridurre il grasso. Deve comunque essere ottimizzato per renderlo più duraturo. Se la carbossiterapia potesse fornire benefici prolungati, offrirebbe ai pazienti un'opzione non invasiva per la riduzione del grasso», conclude il dottor Alam.