Anche gli ormoni alterano il microbiota e la salute orale nelle donne

Evidenze al congresso nazionale Docenti Odontostomatologia Cduo

Salute della bocca e ormoni
Salute della bocca e ormoni (Asier Romero | shutterstock.com)

ROMA - Il microbiota orale o l'insieme di microrganismi batterici, virus e funghi che convivono con il nostro organismo, come quello intestinale «può essere influenzato da molteplici fattori che ne destabilizzano l'equilibrio: infezioni virali, terapie antibiotiche, diete errate che modificano il pH, intolleranze alimentari, alterazioni della risposta immunitaria». Lo spiega Silvia Migliaccio, endocrinologa, docente dell'Università Foro Italico di Roma, intervenuta al XXV Congresso Nazionale del CDUO, Collegio dei Docenti Universitari in Odontostomatologia a Roma curato da Antonella Polimeni, direttore del dipartimento Testa-Collo del Policlinico Umberto I di Roma con Enrico Gherlone, presidente del Collegio CDUO.

Il ruolo degli ormoni
«Ebbene – precisa Migliaccio – è stato recentemente messo in evidenza come, tra i diversi fattori che possono modulare, oppure alterare le funzioni del microbiota, vi siano anche gli ormoni». L'ipotesi di un'influenza ormonale e la possibilità di differenze di genere in questo contesto era già stata formulata dal momento che le donne hanno più frequentemente problematiche del cavo orale, spesso legate a cambiamenti dei livelli ormonali in gravidanza o menopausa. Infatti, alcuni recenti studi suggeriscono come gli estrogeni, modulando i livelli delle citochine pro-infiammatorie, possano svolgere un ruolo protettivo modulando il microbiota orale. La conferma di differenze di genere, e l'importanza dei livelli di estrogeni circolanti, è confermata da altri studi clinici che mettono in evidenza differenze nel microbiota intestinale nel momento in cui i livelli di estrogeni diminuiscono dopo la menopausa. Anche l'incremento del tessuto adiposo e la presenza di uno stato di obesità possono influenzare le caratteristiche del microbiota.

I disturbanti ambientali
«Negli ultimi decenni – aggiunge Andrea Isidori del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sez. Fisiopatologia Medica, Endocrinologia e Scienza Alimentazione Università Sapienza Roma che insieme a Migliaccio ha presentato il tema al XXV Congresso Nazionale CDUO – è stato messo sempre più in evidenza come nell'ambiente siano presenti una serie di composti (per esempio, diserbanti, pesticidi, plastiche, metalli pesanti) e altri contaminanti che hanno la capacità di interferire con le normali funzioni biologiche degli ormoni endogeni e vengono definiti per questa loro capacità contaminanti endocrini o meglio endocrine disruptors».

Un organo endocrino virtuale
«Esiste quindi la concreta possibilità – sottolinea infine Andrea Lenzi, Professore Ordinario di Endocrinologia dell'Università Sapienza di Roma, intervenuto a moderare al medesimo Congresso Nazionale del CDUO – che il microbiota possa essere considerato un ‘organo endocrino virtuale’ ed essere annoverato insieme all'osso, muscolo e tessuto adiposo come un nuovo oggetto di interesse dell'endocrinologia».