18 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Cancro e talco

Usa il borotalco e gli viene un tumore: Johnson & Johnson costretta a pagare 95 milioni di euro

Un uomo che ha usato per diverso tempo il talco si ammala di tumore e la di Johnson & Johnson si vede costretta a pagare 95 milioni di euro di danni

Il borotalco causa il cancro?
Il borotalco causa il cancro? Shutterstock

Ennesima stangata per Johnson & Johnson, ancora una volta accusata di aver provocato una forma tumorale in persone che hanno utilizzato uno dei suoi prodotti più comuni: il borotalco. Come ben si sa, infatti, il talco – nella sua forma pura – contiene delle particelle di amianto, colpevoli di causare il cancro. Tuttavia, nonostante l’azienda esegua ripetuti controlli circa la presenza di tali sostanze e utilizzi processi volti a eliminarle, pare che in qualche modo la nocività del prodotto resti inalterata. Ed è così che di tanto in tanto alcune utilizzatori comuni del borotalco accusano la Johnson & Johnson per ottenere un cospicuo risarcimento.

Tutto inizia nel 2016
Questo, come altri casi simili, inizia con un’accusa. Ad essere colpito da una forma tumorale è stato Stephen Lanzo, un uomo di 46 anni che nell’anno 2016 ha puntato il dito contro Johnson & Johnson e il suo fornitore, la Imerys Talc. Lanzo è stato colpito da un cancro chiamato mesotelioma, il quale sembra essere correlato all’esposizione di amianto. Le cave di talco, infatti, si trovano molto spesso accanto a quelle di amianto, per cui il rischio di contaminazione è altissimo.

Utilizzo frequente
Sembra che Lanzo abbia utilizzato il borotalco della Johnson & Johnson per ben trent’anni e, probabilmente, questo fattore gli avrebbe causato il cancro. Va da sé che è impossibile stabilire la vera causa, considerando che non si ammalano di mesotelioma solo le persone che usano il borotalco della Johnson & Johnson.

95 milioni di danni?
Sembra che la causa, iniziata nel 2016, abbia dato i suoi frutti (per Lanza). Inizialmente si parlava di 30 milioni di dollari di risarcimento più 7 milioni per la moglie. Ma, inaspettatamente, la giura – proprio mercoledì scorso - ha triplicato l’entità del danno. Ora si parla di 95 milioni di euro (117 milioni di dollari). Il motivo dell’aumento è semplice: sono stati aggiunti anche i cosiddetti danni punitivi, ovvero quelli associati ad azioni condotte con una certa negligenza. Johnson & Johnson, a loro avviso, non avrebbe effettuato i dovuti controlli riguardo il prodotto commercializzato. La multa dovrà essere suddivisa tra il fornitore Imerys Talc (30%) e la Johnson & Johnson (70%).

Il ricorso
Come è logico pensare tutte e due le aziende presenteranno ricorso. È importante sottolineare che negli anni passati anche altre due persone – donne – avevano denunciato la Johnson & Johnson per aver contratto il cancro alle ovaie dopo aver utilizzato il borotalco nelle loro parti intime per diversi anni.

Pericolo talco?
Ma se fosse così pericoloso il prodotto – il quale, tra le altre cose, viene commercializzato anche da altri produttori, perché non ne viene impedito l’utilizzo? E tuto ciò venisse confermato, forse non sarebbe il caso di eliminarlo da tutti i prodotti che lo contengono? Ricordiamo che il talco è presente nella stragrande maggioranza dei prodotti di bellezza, compresi detergenti intimi e make-up. Inoltre, siccome sono anni che questa storia del borotalco va avanti, perché le persone continuano a usarlo con una certa frequenza? Probabilmente perché non ci sono studi sufficienti che ne dimostrino la cancerosità?. Quando queste cause vengono vinte, infatti, si fa appello ad alcune vecchie rilevazioni effettuate negli anni ’90, ma da parecchio tempo, ormai, Johnson & Johnson effettua particolari processi di depurazione. Nel suo borotalco, analisi alla mano, non c’è presenza di amianto.

Gli studi
Uno studio revisionale condotto di recente, più precisamente nel 2008, ritiene che non ci siano così tante evidenze scientifiche a sostegno della cancerogenità del talco. A suggerirlo sono stati alcuni ricercatori del Department of Health Evaluation Sciences, Pennsylvania State University College of Medicine di Hershey. Per arrivare a tali conclusioni gli scienziati hanno esaminato ricerche effettuate negli ultimi 25 anni, trovando un'associazione tra polvere di talco e cancro ovarico pari a 1,3 (intervalli di confidenza 95% 1,2-1,5). Il che fa pensare agli scienziati più a un rapporto casuale che non una relazione scientifica. Ciò che si è potuto stabilire, però, è che non è genotossico – ovvero non danneggia il DNA. Quindi «Gli studi meccanici, patologici e modelli animali non hanno trovato prove di un effetto cancerogeno. In sintesi, questi dati non indicano collettivamente che il talco cosmetico causa il cancro ovarico».

Cancro ovarico e talco
Un altro studio revisionale, trova invece un piccolo collegamento, ma varia a seconda della persona che lo sta utilizzando. «I rischi per il cancro ovarico epiteliale derivanti dall'uso del talco genitale variano a seconda del sottotipo istologico, dello stato della menopausa alla diagnosi, dell'uso di HT, del peso e del fumo. Queste osservazioni suggeriscono che l'estrogeno e / o la prolattina possono svolgere un ruolo attraverso l'attività dei macrofagi e la risposta infiammatoria al talco». Quindi non sarebbe il talco in sé ma la presenza di più fattori che non permetterebbero la tolleranza del talco da un determinato soggetto. Questo, è importante sottolineare, accade con tutte le sostanze. In sintesi, lo studio sul talco e il suo collegamento con il carcinoma ovarico epiteliale «ha contribuito alle seguenti prospettive, alcune delle quali nuove, riguardanti questa associazione»:

(1) Nel complesso, esiste un'associazione tra l'uso del talco genitale e il carcinoma ovarico con una tendenza significativa con l'aumento degli anni di utilizzo.

(2) Tra molte variabili epidemiologiche, non sono stati identificati fattori di confondimento per l'associazione.

(3) Gli utilizzatori di talco, sia i casi reali che i controlli, erano più propensi a riportare una storia clinica di asma.

(4) L'associazione al cancro epiteliale e il talco era in gran parte limitata alle donne in premenopausa e alle donne in postmenopausa che usavano HT (terapia ormonale). Altri potenziali modificatori dell'effetto nelle donne in premenopausa includevano, l'allattamento al seno, il fumo o l'uso di alcol. Queste osservazioni possono suggerire un ruolo per estrogeni e / o prolattina, entrambi noti per influenzare la funzione dei macrofagi e la risposta infiammatoria.

(5) I sottotipi istologici del carcinoma ovarico epiteliale più probabilmente associati al talco comprendono tumori sierosi e mucinosi borderline e tumori invasivi sierosi ed endometrioidi.

(6) Per le categorie di tumore ovarico epiteliale basate su determinati modificatori di effetto o sottotipi istologici, sono state osservate associazioni complessive più elevate e risposte dose-dipendenti.

(7) L'associazione potrebbe essere più forte negli afroamericani.

Insomma, prove schiaccianti non ne esistono e così facendo si rischia anche di trovare qualche furbetto affetto da cancro che asserisce di aver utilizzato il borotalco per anni solo per ottenere un’ingente somma di denaro.

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[1] Eur J Cancer Prev. 2008 Apr;17(2):139-46. doi: 10.1097/CEJ.0b013e32811080ef. Perineal talc use and ovarian cancer: a critical review. Muscat JE1, Huncharek MS.

[2] Epidemiology. 2016 May; 27(3): 334–346. Published online 2016 Apr 1. doi:  10.1097/EDE.0000000000000434 PMCID: PMC4820665 PMID: 26689397 The Association Between Talc Use and Ovarian Cancer A Retrospective Case–Control Study in Two US States Daniel W. Cramer,corresponding authora,b Allison F. Vitonis,a Kathryn L. Terry,a,b William R. Welch,c and Linda J. Titusd