17 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Sintomi e malattie

Fabrizio Frizzi morto per emorragia cerebrale: cos’è, sintomi e cure

Cos’è l’emorragia cerebrale, come riconoscerla in tempo, i nuovi metodi diagnostici, i sintomi e le possibilità di cura

Fabrizio Frizzi, morto per emorragia cerebrale il 26 marzo del 2018
Fabrizio Frizzi, morto per emorragia cerebrale il 26 marzo del 2018 ( ANSA )

Il noto conduttore televisivo Fabrizio Frizzi, è scomparso ieri, 26 marzo, presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma. L’uomo è stato, inaspettatamente, vittima di un’emorragia cerebrale. A dare l’annuncio è stata sua moglie Carlotta e il fratello Fabio insieme ad altri familiari: «grazie Fabrizio, per tutto l’amore che ci hai donato». L’evento è stato preceduto da un malore, avvenuto il 23 ottobre scorso durante la registrazione del programma l’Eredità. Ma quando tornò al lavoro, dopo una lunga pausa, disse: «Non è ancora finita. Se guarirò, racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca». Purtroppo il destino non ha voluto che ciò accadesse e oggi il mondo piange la perdita di una persona genuina e, in qualche modo, speciale.

Cos’è l’emorragia cerebrale
L’emorragia cerebrale è, in sintesi, una perdita di sangue che avviene all’interno del cervello. A causarla, generalmente, è la rottura di un vaso sanguigno – più facilmente un’arteria. Nessuno sa, con esattezza, cosa abbia provocato l’emorragia a Fabrizio Frizzi. Tuttavia, tale condizione, se non è provocata da traumi o cadute può essere causata da emboli o malformazioni congenite. In alcuni casi l’emorragia cerebrale può scatenarsi in seguito all’assunzione di farmaci anticoagulanti.

L'emorragia cerebrale
L'emorragia cerebrale (Artemida-psy | Shuttersrock)

I sintomi
Non sempre i sintomi sono ben chiari e definiti. In linea di massima la persona colpita da emorragia cerebrale accusa un violento e improvviso mal di testa, spesso seguito da vomito. A differenza di altri tipi di mal di testa la progressione del dolore è rapidissima e può variare a seconda della zona di versamento ematico. La sintomatologia è più grave se il sangue arriva fino alle zone più profonde del cervello. In questi casi in breve tempo si assiste una forte pressione intracranica, la quale può anche provocare la morte. In altri casi i pazienti possono andare in coma, anche per lungo tempo.

Riepilogo dei sintomi che si possono verificare

Mal di testa violento a esordio improvviso

Alterazioni del senso del gusto;

Confusione mentale;

Convulsioni;

Difficoltà di deglutizione;

Intorpidimento a un lato specifico del corpo;

Letargia;

Perdita di coscienza;

Perdita di equilibrio;

Riduzione della vista;

Tremori agli arti;

Vomito.

Le cause dell’emorragia cerebrale

Rottura di un aneurisma

Malformazioni atero-venose

Tumori cerebrali

Metastasi cerebrali

Ictus ischemico

Assunzione di farmaci anticoagulanti

Leucemia

Emofilia

Piastrinopenia

Ematomi extra durali

Ematomi sottodurali

Trauma cranico da caduta o incidente stradale

Diagnosi
Per confermare la diagnosi di emorragia cerebrale, il medico potrebbe richiedere una Tomografia Computerizzata e/o una risonanza magnetica. Quest’ultima è in grado di valutare l’eventuale assorbimento dell’ematoma. Al fine di rilevare eventuali aneurismi cerebrali, masse tumorali o malformazioni, il personale medico potrebbe richiedere anche un’angiografia.

I fattori di rischio per l’emorragia intracerebrale

Abuso di droghe

Aneurisma / malformazioni vascolari

Angiopatia amiloide cerebrale

Anomalie ematologiche

Colesterolo basso

Consumo di alcol

Età avanzata

Intensità anticoagulante

Ipertensione

Leucoaraiosi

Malattia renale cronica

Trauma e cadute

Cura
Una volta confermata la diagnosi di emorragia cerebrale, il paziente viene sottoposto a controlli continui della pressione arteriosa. A seconda della causa, i medici possono intervenire sulle lesioni vascolari che hanno un altissimo rischio di ulteriore sanguinamento. Se il versamento cerebrale è ridotto, i farmaci somministrati potrebbero essere sufficienti alla risoluzione del problema. Al contrario, se la compressione dei tessuti provocata dagli ematomi è notevole potrebbe rendersi necessario un intervento chirurgico. Quest’ultimo, generalmente, è destinato ai pazienti che presentano un’emorragia subaracnoidea con ematomi durali o extradurali.

I farmaci
Il medico potrebbe prescrivere, in una prima fase, farmaci anti-ipertensivi allo scopo di ridurre il rischio di un’ulteriore emorragia. Inoltre, se il mal di testa è troppo forte, potrebbero essere prescritti antidolorifici potenti come la morfina o, più semplicemente, un mix di codeina e paracetamolo o, ancora, l’Acetaminofene. Per ridurre il gonfiore, invece, si somministrano diuretici e corticosteroidi. In alcuni casi potrebbe rendersi necessario l’uso di fenitoina o altri anticonvulsivanti. Infine, potrebbe essere richiesto l’uso del fattore VIIa della coagulazione del sangue ricombinante al fine di ridurre ematomi e rischio sanguinamento. Tuttavia, vi è una probabilità che si sviluppi una tromboembolia.

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