25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Ortoressia

Non solo anoressia: si rischia di morire per ortoressia, la mania di mangiar sano

L’ortoressia è la mania di mangiar sano, la quale può diventare patologica a tal punto da causare una morte precoce

Ortoressia
Ortoressia Shutterstock

I disturbi alimentari stanno crescendo a vista d’occhio. Se un tempo si lottava solo con l’anoressia e la bulimia, oggi le persone devono confrontarsi con altri problemi, spesso derivanti dalla cattiva informazione che dilaga sul web.  È il caso, per esempio, di una patologia più moderna che sta mietendo sempre più vittime: l’ortoressia. A differenza di un bulimico o un anoressico, chi è affetto da ortoressia ha un solo desiderio: mangiare sano. Il problema principale è che elimina molti nutrienti importanti alla salute, tra questi anche i grassi. Così facendo molti giovani, poco più che ventenni, sono morti a causa di gravi danni cardiaci.

Quali sono i cibi pericolosi?
Il problema principale consiste nel fatto che la persona ortoressica fa riferimento a parametri non sempre corretti, quando si parla di cibo sano. O, per meglio dire, enfatizza eccessivamente la pericolosità di alcuni cibi per i quali si vede costretta a eliminarli totalmente dalla dieta, anziché ridurli. La colpa, di questa malattia moderna, è dei tanti libri, siti web o riviste che puntano il dito contro alimenti che in realtà non sono poi così pericolosi per la salute umana. Si sa, infatti, che è pieno il mondo di informazioni non scientificamente dimostrate, alcune delle quali ritengono che alcuni alimenti siano estremamente dannosi. Ed è così che per paura di ammalarsi di qualche malattia derivante dall’alimentazione errata, le persone ortoressiche muoiono per gravi carenze nutrizionali.

Qual è il confine?
Allo stadio iniziale non è poi così facile determinare il consumo tra scelta alimentare e ortoressia. Tutti sappiamo, infatti, che nuove diete o regimi alimentari nascono come funghi. Molte di queste, tra le altre cose, non hanno alcun riscontro scientifico. Tra le scelte più comuni, ricordiamo il veganismo, il vegetarianismo, la dieta crudista, al dieta senza glutine (se non si è celiaci) e la dieta fruttariana. Vi sono, però, casi in cui le persone iniziano a seguire alimentazioni talmente restrittive che finiscono per cadere nel vortice della patologia. Ma non è detto che ciò accada.

Chi soffre di ortoressia
Secondo recenti stime, almeno tre milioni di italiani soffrirebbero di disturbi alimentari e il 15% di questi di ortoressia conclamata. Tuttavia, la mania di mangiar sano, sta dilagando sempre di più e non sempre è facile riconoscerla. Ciò che è certo è che quando si trova a uno stadio avanzato, l’ortoressico comincia a temere tutti i cibi etichettati come malsani, a tal punto che evita persino di mangiare alimenti diversi da quelli che ritiene sani, quando è in compagnia.

Un disturbo ossessivo-compulsivo?
«Diversamente da altri disturbi alimentari il focus non è sul peso o sulla forma corporea, ma sul mantenere il proprio corpo puro e sano. In quest’ottica è più vicino allo spettro ossessivo-compulsivo che a quello dei Disturbi della Condotta Alimentare. In comune con i DCA vi è la ricerca del perfezionismo, il bisogno di controllo, gli esiti sull’organismo e sulle sfere di vita. Un’altra fonte di rischio di questa ossessione è che la conoscenza di questi soggetti spesso non si fonda su una reale competenza riguardo la nutrizione, ma su convinzioni personali, sentito dire, notizie pseudoscientifiche trovate su internet», spiega la dottoressa Sara Bertelli, psichiatra e presidente dell’Associazione Nutrimente Onlus.

I sintomi dell’ortoressia
«In realtà, il confine tra un comportamento alimentare molto attento alla salute e un disturbo vero e proprio non è poi così netto, ma ci sono alcuni indicatori da considerare come, per esempio, i pensieri ripetitivi ed ossessivi su ciò che è giusto o meno mangiare. Quando il pensiero del cibo diventa fisso, crea una preoccupazione emotiva e rende l’alimentazione molto rigida e selettiva, allora si parla di ortoressia», continua Bertelli.

Il test per scoprire se soffri di ortoressia
Steven Bratman è stato il primo medico a coniare il termine Ortoressia, circa vent’anni fa. Lui ha anche messo a punto un test, che può fare chiunque, al fine di verificare se si tratta davvero di un comportamento patologico e se si ha solo una particolare predilezione per gli alimenti che consideriamo sani – ma che non lo sono necessariamente. Ecco le domande e i relativi punteggi:


1) Passi più di 3 ore al giorno pensando alla tua alimentazione?

2) Pianifichi i tuoi pasti anche giorni prima?

3) La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è più importante del piacere di mangiarli?

4) Lo stato di ansia è aumentato da quando hai cominciato a interessarti del mangiar sano?

5) Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento alimentare?

6) La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?

7) Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?

8) Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?

9) Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?

10) Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto?

PUNTEGGI: Assegna un punto per ogni risposta positiva e poi valuta il tuo stato di salute mentale in base a ciò che hai ottenuto.

3 domande: Normale

4-8 domande: Ortoressia

9-10 domande: Grave Ortoressia