14 novembre 2019
Aggiornato 09:00
Ipertensione

Ipertensione arteriosa curata in modo definitivo con la crio ablazione

A Padova il primo caso al mondo di cura definitiva dell'ipertensione. A più di un anno dall'intervento la paziente è normotesa e non assume alcun farmaco

Ipertensione
Ipertensione Shutterstock

PADOVA – Guarire in modo definitivo l'ipertensione con una procedura innovativa, mai utilizzata prima per questo tipo di patologia è possibile. Ed è quanto ha fatto il team della clinica dell'ipertensione arteriosa guidato da Gian Paolo Rossi che ha guarito definitivamente l'ipertensione in una giovane donna, affetta da un piccolissimo tumore secernente renina e diagnosticato a Padova, grazie all'impiego di sofisticati approcci di tipo diagnostico e terapeutico.

Tumori che 'sfuggono'
«Questi tumori – spiega il professor Rossi – sono considerati rarissimi: infatti ne sono stati diagnosticati soltanto 102 casi nel Mondo sin dalla prima descrizione nel 1967 a Glasgow. Ciò dipende in larga misura dal fatto che sono assai difficili da riconoscere in quanto spesso sfuggono all'imaging (ecografia e TAC) perché sono minuscoli (di pochi millimetri), e possono presentarsi con valori di renina nel plasma non misurabili con la necessaria precisione, soprattutto allorché si usino i vecchi metodi di dosaggio radioattivo».

Il nuovo metodo
Nell'Azienda Ospedaliera/Università di Padova, grazie a uno studio condotto lo scorso anno, i vecchi metodi di dosaggio della renina e dell'aldosterone radioattivi sono stati sostituiti con un nuovo metodo chemi-luminescente sviluppato in Italia e oggi venduto in tutto il mondo. «Dopo l'introduzione di questo metodo – osserva Gian Paolo Rossi – negli ultimi sei mesi abbiamo potuto diagnosticare due casi di tumore secernente renina, un dato che si commenta da solo considerando che nei 35 anni precedenti ne erano stati riconosciuti soltanto due altri casi».
«Il caso in questione – aggiunge Giuseppe Maiolino, autore dello studio pubblicato sulla prestigiosa rivista statunitense The American Journal of Hypertension – presenta numerose caratteristiche uniche. Si trattava di un tumore assai piccolo che s'era manifestato con un quadro clinico del tutto simile a una lieve forma di ipertensione essenziale».

Una strada innovativa
«Pertanto – sottolinea il professor Rossi – insieme al dottor Michele Battistel e il dottor Giulio Barbiero, Radiologi interventisti dell'Istituto di Radiologia dell'Università diretto dal professor Diego Miotto, abbiamo scelto per la terapia una strada innovativa. S'è trattato di una procedura di crio-ablazione che ha permesso di guarire la paziente senza alcun intervento con un ricovero durato solo due giorni».

Un successo
A distanza di oltre un anno la paziente è normotesa senza dover assumere alcun farmaco per l'ipertensione. «Oggi – precisa il dott. Rossi – riusciamo a riconoscere una causa dell'ipertensione su cui è possibile intervenire guarendo l'ipertensione all'incirca nel 25% dei pazienti che arrivano al nostro Centro da tutta Italia. Ciò è assai importante dal punto di vista della qualità della vita dei pazienti e della spesa farmaceutica. Si tratta infatti di pazienti che in passato venivano considerati affetti da ipertensione essenziale e avviati a una terapia farmacologica che doveva durare per tutta la vita. Questi risultati dimostrano l'importanza della ricerca nel migliorare la qualità delle cure fornendo soluzioni molto più semplici e gradite ai nostri pazienti».