15 aprile 2021
Aggiornato 01:30
Lotta al cancro personalizzata

Creati i primi mini tumori per testare cure personalizzate su ogni paziente

Scienziati sperimentano i farmaci antitumorali su repliche in miniatura del tumore di un paziente, anziché su paziente stesso. Questo per personalizzare ad hoc il trattamento: funziona in 9 casi su 10

LONDRA – Creati e coltivati in laboratorio i 'mini tumori' personalizzati in base al paziente. Ossia tumori che partono da quello che si è sviluppato nella persona e che poi sono oggetto di test con i farmaci, anziché testarli direttamente sul paziente. Un grande passo avanti nella personalizzazione della cura, che deve essere il più efficace possibile, evitando però gli 'esperimenti' sul paziente stesso – anche perché ognuno è un caso a sé.

Un successo in nove casi su dieci
La ricerca condotta dagli scienziati dell'Istituto di Ricerca sul Cancro (ICR) di Londra ha mostrato di essere vincente in ben 9 casi su dieci. Con questi mini tumori coltivati ​​in laboratorio, i ricercatori hanno potuto testare una vasta gamma di farmaci, che altrimenti non sarebbe stato possibile. In questo modo si sono scartati tutti quei farmaci che non presentavano i requisiti per curare il cancro o, meglio, che non avevano effetto su quel determinato tumore e che, allo stesso modo, non avevano effetti sui pazienti. Tra tutti, poi, è stato scelto il farmaco che offriva i maggiori effetti, riducendo il tumore nella quasi totalità dei casi.

Prevedere se un trattamento funziona o no
La possibilità di osservare prima se un farmaco funziona o no su uno di questi mini tumori confermava che questi stessi farmaci non avevano funzionato nei pazienti. In questo modo, i medici possono prevedere in anticipo quali farmaci funzioneranno per un determinato paziente al momento, la ricerca è stata condotta su tumori dell'intestino e dello stomaco e altri tumori del sistema digestivo. La nuova tecnica, che dovrà essere testata anche in studi clinici, secondo il dottor Nicola Valeri, autore principale dello studio, «ha il potenziale per aiutare a fornire un trattamento veramente personalizzato».

Cosa sono i mini tumori
Detti anche organoidi, questi mini tumori sono piccole sfere di cellule tumorali coltivate in laboratorio. Possono essere fatti crescere partendo da un campione di tessuto o biopsia prelevato direttamente dal paziente. In pratica, gli scienziati prelevano le cellule da un tumore già esistente e le posizionano all'interno di un gel in laboratorio, dove queste sono libere di crescere come una sorta di palla 3D. Secondo gli autori dello studio, con questa tecnica la crescita delle cellule tumorali può rispecchiare in maniera più precisa il modo in cui si comportano all'interno del corpo.

Lo studio
Sovvenzionato in parta dal Cancer Research UK, lo studio si è basato sulla coltivazione di mini tumori sviluppati da biopsie prelevate da 71 pazienti con cancro del dotto avanzato, dello stomaco o del dotto biliare, che si era già diffuso in altre parti del corpo. Durante lo studio, i ricercatori hanno testato 55 farmaci antitumorali su questi mini tumori. Tutto ciò ha consentito agli scienziati di confrontare i risultati con il modo in cui il cancro di ciascun paziente ha risposto al trattamento che gli è stato dato. Si è così scoperto che i mini tumori erano più efficaci nel predire quando i farmaci sarebbero stati efficaci rispetto alla ricerca di difetti genetici o mutazioni nel DNA delle cellule tumorali. «Siamo stati incredibilmente in grado di esaminare i dettagli sui meccanismi di risposta dei tumori ai farmaci – sottolinea il dott. Valeri – compresi i modelli di attività e mutazione dei geni e persino su come il cancro si sarebbe evoluto in risposta al trattamento. La tecnica potrebbe essere applicata a un'ampia varietà di tipi di cancro».
I mini tumori, ora sono già stati coltivati ​​da una varietà di diversi tipi di cancro, inclusi quello del fegato, del pancreas e quello esofageo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science.