27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Ictus

Ictus, un sensore in gola permetterà di riabilitare le persone più velocemente

Un innovativo sensore indossabile realizzato dalla Shirley Ryan AbilityLab, permetterà di fare diagnosi e cure migliori

Un sensore in gola per i pazienti che hanno avuto un ictus
Un sensore in gola per i pazienti che hanno avuto un ictus Shutterstock

Ancora buone notizie sul campo della tecnologia. La medicina innovativa sta facendo passi da gigante su tutti i fronti. Dopo aver messo a punto delle pastiglie dotate di QR Code commestibile che permettono al consumatore di avere a disposizione tutte le informazioni riguardante il medicinale, ora arriva un’altra interessante novità. Si tratta di un sensore messo a punto da alcuni scienziati americani che permetterà un recupero più veloce a tutti i pazienti colpiti da ictus.

Medicina avanzata
Il prodotto sviluppato dagli ingegneri della Northwestern University coordinati dal professor John A Rogers della Shirley Ryan AbilityLab, fa parte dell’innovativa assistenza medica avanzata. Il dispositivo non solo è portatile ma è anche indossabile in qualsiasi momento, persino durante l’attività fisica. Si tratta, in sintesi, di un sensore facilmente applicabile sulla pelle che fornisce parametri sanitari importanti. Tra questi anche la funzionalità muscolare, la frequenza cardiaca e la qualità del sonno.

Un medico a portata di mano
Avere un dispositivo indossabile è un po’ come avere sempre a disposizione un medico che veglia su di noi. «L'elettronica estensibile ci consente di vedere cosa succede nei corpi dei pazienti a un livello che i wearables tradizionali non riescono a raggiungere. La chiave è renderli il più integrati possibile con il corpo umano», spiega Rogers che ricorda come il sensore sia anche in grado di misurare la capacità di deglutizione. Questo consente una migliore diagnosi anche nel trattamento dell’afasia, disturbo generalmente associato all’ictus.

Meglio dei metodi tradizionali
Al momento i logopedisti cercano di monitorare la funzione del linguaggio dei pazienti utilizzando degli appositi microfoni, ma non sono in grado di distinguere bene la voce del paziente dal rumore ambientale. «I nostri sensori risolvono questo problema misurando le vibrazioni delle corde vocali, ma funzionano solo se indossati direttamente sulla gola, che è una zona molto delicata della pelle. Abbiamo sviluppato nuovi materiali per questo sensore che si piegano e si allungano con il corpo, riducendo al minimo il disagio per i pazienti».

Non solo nella gola
La Shirley Ryan AbilityLab utilizza il sensore della gola insieme ad altri posizionati su gambe, braccia e torace. In tale maniera si possono monitorare i progressi dei pazienti colpiti da ictus. Tutti i dati acquisti dai vari sistemi, vengono poi inviati al proprio smartphone e al computer dei medici. Ciò consente di ottenere terapie più mirate e, di conseguenza, una riabilitazione più funzionale. «Uno dei maggiori problemi che dobbiamo affrontare con i pazienti colpiti da ictus è che i loro miglioramenti tendono a scendere quando escono dall'ospedale. Con il monitoraggio domestico abilitato da questi sensori, possiamo intervenire al momento giusto, che potrebbe portare a recuperi migliori e più rapidi per i pazienti», spiega Arun Jayaraman.

Meglio del dialogo con il paziente
«Parlare con gli amici e la famiglia a casa è una dimensione completamente diversa da quella che facciamo durante una terapia. Avere una conoscenza dettagliata delle abitudini comunicative dei pazienti al di fuori della clinica ci aiuta a sviluppare strategie migliori con i nostri pazienti per migliorare le loro capacità di parlare e accelerare il loro processo di recupero», conclude Leora Cherney, esperta nel trattamento dell'afasia. La ricerca è stata presentata durante l'Assemblea annuale dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS) ad Austin (Texas).