Salute | Linfoma non Hodkin

La splendida storia di Roberto, malato di cancro ora fisioterapista nel reparto che lo ha curato

Roberto, 10 anni dopo la sua malattia, ha deciso di aiutare tutti i bambini malati di tumore e lo fa nello stesso reparto che lo ha curato

Roberto Casalaz, dopo essere guarito dal cancro aiuta i bambini che si trovano nella sua stessa situazione
Roberto Casalaz, dopo essere guarito dal cancro aiuta i bambini che si trovano nella sua stessa situazione (Elnur | Shutterstock)

TRISTE - La vita di Roberto è sempre stata piena di sorprese – e non tutte positive. La prima si è presentata all’età di 15 anni, momento in cui il ragazzo ha appresso una terribile notizia: era affetto da linfoma di Hodgkin. Fu in quel periodo che vide per la prima volta il reparto di oncologia pediatrica dell'Ospedale Burlo Garofalo di Triste. Ma senza saperlo, il suo destino era iniziato lì per un motivo specifico. Oggi, infatti, è tornato nello stesso posto. Ma non per problematiche di salute: ora è lui a prendersi cura dei piccoli pazienti.

Ritorno a Burlo Garofalo
Oggi Roberto a 24 anni. Le cure per il linfoma sembrano aver funzionato e può finalmente fare nella vita ciò che ha sempre desiderato: il fisioterapista. Torna, quindi, nello stesso reparto dove è stato curato con, in più, un camice addosso. Ora sa che il suo scopo nella vita è aiutare i bambini che – proprio come lui – si sono visti costretti a lottare contro questa temibile malattia.

Un ritorno alle origini
«Per me è stato un ritorno alle origini, sentivo di volerlo fare perché aiutare e far sorridere questi bimbi è un po’ un riscatto in positivo contro la malattia che oggi colpisce loro e ieri ha colpito me», racconta ad Ansa Roberto Casalaz. D’altro canto, la vita con lui è stata buona e si ritiene una persona estremamente fortunata, nonostante tutto. «La diagnosi mi è stata fatta nel 2008, ma da subito ho capito di essere stato fortunato. Il tumore era stato preso in tempo e ho potuto fare la chemioterapia via endovena e non con un catetere. Questo mi ha permesso una certa libertà, tanto che ho potuto, ad esempio, continuare a giocare a calcio. La chemio è durata 4 mesi. Ma è andata bene e non ho avuto ricadute».

Un grande desiderio
«Lavoro come fisioterapista nello stesso reparto che mi accolse da ragazzo. Avevo questo desiderio, così ho chiesto di svolgere la mia tesi di laurea con uno dei professori del reparto. Vi sono quindi rimasto come volontario e ora sono in attesa del bando per una borsa di studio». Tutto questo lo deve a un evento apparentemente negativo che, tuttavia, gli ha letteralmente cambiato la vita. «Mi ha insegnato tanto: a 15 anni sei già abbastanza grande per capire cosa ti succede e nella sfortuna ho capito di essere fortunato: avevo una famiglia, degli amici e dei medici fantastici su cui ho potuto contare da subito. La malattia mi ha però spinto a rimettermi in gioco, a rivalutare cose che spesso si danno per scontate, a partire dalla salute, a dare alle cose il giusto peso. Ho imparato ad avere più fiducia negli altri e ora aiuto altri bambini malati a non perdere la fiducia per poter continuare ad essere se stessi».

Guariti per vivere
«Ho partecipato al progetto 'Punto a campo' che offriva dei campi estivi all'estero a bambini con tumore per trascorrere un periodo sereno in strutture attrezzate per i loro bisogni ma anche ricche di mille attività, dal tiro con l'arco all'equitazione», continua Roberto. Queste e altre storie simili verranno raccontate sabato 17 febbraio nella sua città di origine, a Udine durante il convegno guariti per vivere. L’evento è promosso dalla Federazione italiana associazioni genitori onco-ematologia pediatrica (Fiagop) in occasione della Giornata mondiale contro il cancro infantile: «con altri volontari abbiamo costituito l'associazione Piano C e con le donazioni ottenute riusciremo a far ripartire Punto a campo». Un progetto che al momento è fermo a causa della mancanza di finanziamenti. Un altro desiderio di Roberto, infatti, è quella di «poter vedere sorridere tanti piccoli malati nei campi estivi. Proprio come, tanti anni fa, feci io». I dettagli dell’evento sono disponibili nel sito del Ministero della Salute, in questa pagina web.