22 settembre 2019
Aggiornato 01:00
Gli antidepressivi fanno male ai ragazzi?

Depressione, non date gli antidepressivi agli adolescenti. Portano al suicidio

Gli antidepressivi dati agli adolescenti fanno più male che bene secondo lo psichiatra. I rischi, anche seri, che i ragazzi possono correre tra allucinazioni e suicidio

Depressione negli adolescenti
Depressione negli adolescenti Shutterstock

REGNO UNITO – La pratica, oggi abusata, di somministrare antidepressivi a ragazzi e ragazze adolescenti è stata condannata dallo psichiatra britannico prof. David Healy, il quale ha messo in dubbio il motivo per cui si prescrivono questo genere di farmaci agli adolescenti quando i risultati degli studi clinici sono così mediocri. Secondo i dati ogni anno diverse migliaia di ragazzi e ragazze sotto i 18 anni in Italia ricevono prescrizioni o assumono farmaci antidepressivi.

Servono o no?
Certo, di fronte a problemi di depressione, spesso molto gravi, non si sa bene come comportarsi o a cosa ricorrere. Ecco perché la via più semplice è il ricorso agli psicofarmaci. Solo che, sebbene le linee guida ritengano che la prescrizione di farmaci per la salute mentale – al pari di quelli per la salute fisica – sia supportata dall'evidenza, è indubbio che gli effetti collaterali ci sono e possono essere pesanti.

Non ci sono benefici evidenti
Il professor Healy ha tuttavia dichiarato durante una conferenza sulla salute globale ad Aberdeen che su 29 studi clinici sugli antidepressivi in pediatria nessuno di essi è riuscito a produrre un beneficio evidente. Per si domanda se il rapporto rischio/benefici supporti la necessità di somministrare questo genere di farmaci a bambini e ragazzi. «Allo stesso tempo, in ognuna di queste prove sono prodotti più danni che benefici, nel senso che hanno indotto i bambini al suicidio, cosa che non sarebbe accaduta se non fossero stati fatti assumere questi farmaci», ha commentato il prof. Healy. Che poi aggiunge: «Ci troviamo in una situazione in cui, se stai seguendo le prove, nessuno dovrebbe usare questi farmaci. Allo stesso tempo, però, negli adolescenti questi farmaci sono diventati i farmaci più usati».

I rischi della fluoxetina o Prozac
Perché dunque prescrivere psicofarmaci come la fluoxetina o Prozac quando è ormai stati più volte dimostrato che può avere effetti collaterali anche molto gravi? Le statistiche UK mostrano per esempio che al 45% dei minori di 18 anni è prescritta proprio la fluoxetina. E pare che sia perché è l'unico farmaco raccomandato per i minori di 18 anni «poiché questo è l'unico antidepressivo per il quale le prove sperimentali cliniche mostrano che i benefici superano i rischi», riporta la BBC. Ma diversi casi pubblici riportano invece di come molti ragazzi ne siano usciti molto male. Difatti, sempre il prof. Healy mette anche in dubbio la base di prove per la fluoxetina, affermando che i due studi pediatrici apparentemente favorevoli sul farmaco, in realtà non hanno mostrato benefici sulle principali misurazioni, conosciute nella scienza come 'risultati primari'. Infine, da quando è stata immessa sul mercato la fluoxetina ci sono stati altri sette studi pediatrici, e questa non ha mostrato alcun beneficio in nessuno di questi, fa ancora notare lo psichiatra.

Allucinazioni e suicidio
Sempre sulla BBC si riporta il caso (tra i tanti) di una ragazza – Amiee Folan di Glasgow – a cui è era stato diagnosticato un disturbo bipolare all'età di 12 anni. All'età di 16 anni le furono prescritti gli antidepressivi, ma questi hanno avuto su di lei un effetto devastante. Tanto che nel giro di una settimana ha tentato il suicidio. Amiee, poi, racconta che quando assumeva il farmaco sentiva delle voci nella sua testa e vedeva persone che non c'erano. Oltre a questo, racconta ancora Amiee, aveva terrori notturni, e le voci nella sua testa la incintavano a farsi del male e a far del male anche agli altri. Tutti sintomi, dice, che non aveva mai provato prima di assumere l'antidepressivo. «È stata un'esperienza piuttosto traumatica», dice Amiee, che ora ha 20 anni e ritiene che gli antidepressivi dovrebbero essere somministrati solo dopo che un terapeuta ha valutato i sintomi di una persona e deciso il farmaco e il dosaggio che più sarebbero adatti. Ma meglio non darli a chi ha meno di 18 anni.