20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Meningite in Italia

Il bimbo di 3 anni di Ghedi ricoverato per meningite sta meglio

Migliorano le condizioni del bimbo di 3 anni e mezzo ricoverato da sabato al Civile di Brescia per meningite. Tutto quello che c'è da sapere sulla meningite

Meningite a Ghedi
Meningite a Ghedi Shutterstock

BRESCIA – Anche se la prognosi rimane riservata, il bimbo di tre anni e mezzo ricoverato per meningite da sabato notte, all'ospedale Civile di Brescia, è migliorato. Il piccolo di Ghedi, ancora nel reparto Rianimazione, risponde alle cure.

Ancora in una fase delicata
«Il piccolo risponde bene alle cure – ha dichiarato a fonti locali il primario Alberto Giannini – certo è ancora in una fase delicata e serve un ulteriore periodo di osservazione. Ma se tutto andrà come si spera, nelle prossime 48 ore potremmo sciogliere la prognosi». Nel frattempo è arrivata la conferma riguardo il ceppo del batterio che ha causato l’infezione contratta, si tratta di un meningococco di tipo B che, per fortuna, è meno aggressivo di quello di tipo C. Non è infatti «un sierotipo più aggressivo di altri – conferma Giannini – dal momento che tutti i batteri di questa patologia sono ospiti ugualmente molto sgraditi. Determinante per il buon esito delle terapie è la tempestività della diagnosi, come è avvenuto in questo caso».

La vicenda
La meningite che ha colpito Ghedi si è manifestata in questo bimbo di tre anni e mezzo. Il piccolo frequenta l’asilo parrocchiale Maddalena di Canossa, per questo motivo è scattata la profilassi per i bambini della scuola, dopo che sabato scorso era stato ricoverato in ospedale a Manerbio con febbre altissima e altri sintomi che facevano sospettare proprio un'infezione da meningococco. Dopo che è stata accertata la positività al batterio, nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, il bimbo è stato trasferito nel reparto terapia intensiva pediatrica dell'ospedale Civile di Brescia.
Dopo l'episodio, l'Ats Brescia ha sottoposto in via precauzionale a profilassi antibiotica circa 150 persone tra bambini, operatori scolastici, sanitati e, ovviamente, i parenti del piccolo. Poiché vi erano state alcune famiglie che avevano manifestato apprensione per l'accaduto e le possibili conseguenze, l'Ats ha tranquillizzato gli interessati comunicando che «la situazione è monitorata è sotto controllo».

Meningite: tutto quello che c'è da sapere
Il Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) con una nota in cui si elencano, una per una, le dieci cose da sapere – davvero – su meningite, meningococco B e C, vaccinazioni, fasce a rischio e così via.

Non c’è alcuna emergenza
Gli esperti ribadiscono, per l’ennesima volta, che non esiste alcuna emergenza meningite in Italia. E, per chi è preoccupato o intende seguire una via di prevenzione, è «importante seguire il calendario vaccinale e consultare sempre il proprio medico in merito all’opportunità e alle tempistiche delle vaccinazioni».

Le dieci cose da sapere
Di seguito le 10 cose da sapere, così come riportate nel comunicato congiunto.

1. C’è oggi un’emergenza meningite?
Non c’è attualmente un’epidemia di meningite. In base ai dati dell’ISS, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi per anno di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C. L’andamento rispecchia il trend degli ultimi anni. In generale, la letalità riguarda il 10% dei casi. Il vaccino va somministrato solo alle fasce di popolazione raccomandate e ai gruppi a rischio per mantenere alta la protezione individuale e collettiva dalla malattia. La diffusione della meningite in generale è bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni. L’unica variazione epidemiologica negli ultimi due anni riguarda il focolaio di meningococco C presente in Toscana che è però circoscritto in un’area specifica nella quale la Regione ha immediatamente predisposto l’offerta gratuita della vaccinazione a un’ampia quota della popolazione.

2. Quali batteri causano la meningite?
Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa.

3. Quali sono le fasce più a rischio di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco?
I bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età) e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

4. Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e, esattamente, contro quali ceppi?
Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierogruppo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

5. Sono obbligatori o raccomandati?
Alcuni vaccini sono già raccomandati e offerti gratuitamente; altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, già firmato dal Ministro della Salute, dal Ministro dell’Economia e ora alla firma del Presidente del Consiglio.
La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto 1 anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia ecc.) ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come per esempio alcune zone dell’Africa). Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto gratuitamente ai bambini nel corso del primo anno di vita solo in alcune regioni e lo sarà presto anche a livello nazionale.

6. Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino?
La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e il calendario nazionale prevede la somministrazione di una sola dose a 13 mesi. Il vaccino è, inoltre, gratuito per gli adolescenti e raccomandato sia a chi non è mai stato vaccinato nell’infanzia sia a chi ha già ricevuto la dose prevista a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione. Per esempio, alcune Regioni, al posto del vaccino monovalente contro il meningococco C hanno inserito in calendario, nell’infanzia e/o nell’adolescenza, il vaccino tetravalente che protegge nei confronti dei ceppi A, C, Y, W. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Al momento, questo vaccino è gratuito solo in alcune Regioni, e lo sarà a livello nazionale appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. In particolare, il nuovo calendario nazionale prevede la somministrazione di 3 dosi nel corso del primo anno di vita più un richiamo dopo l’anno di età. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione.
Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e il calendario nazionale prevede la somministrazione di 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino. In alcune Regioni l’offerta gratuita della vaccinazione anti-pneumococcica è stata estesa anche agli anziani. Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale ne prevede l’offerta attiva e gratuita ai soggetti di 65 anni di età.

7. Quanto dura l’effetto della copertura vaccinale?
Generalmente la durata della protezione dipende dal tipo di vaccino e dall’età a cui viene somministrato. In fatti, mentre alcuni vaccini come quello antiepatiteB conferiscono una protezione duratura lungo tutto l’arco della vita, per altri vaccini, come quelli contro difterite e tetano sono raccomandati richiami decennali. Riguardo ai vaccini anti-meningococcici, i dati attualmente disponibili in letteratura non consentono di stabilire la necessità di un richiamo. In Italia, con il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, è stata inserita una dose di richiamo nell’adolescenza in quanto è una età a maggior rischio (se pur sempre molto basso) rispetto al resto della popolazione per rafforzare la risposta immunitaria a una eventuale infezione.

8. Qual è il valore del richiamo vaccinale?
Il richiamo di una vaccinazione permette di mantenere elevata la protezione individuale nei confronti di una specifica malattia infettiva e garantire, qualora i livelli copertura vaccinale siano elevati, anche nella popolazione generale l’instaurarsi della cosiddetta immunità di gregge, una specie di scudo di protezione, essenziale a limitare la circolazione di un determinato microbo ed evitare il riemergere di malattie ormai sotto controllo, difendendo così anche le fasce di popolazione più vulnerabili come anziani bambini molto piccoli ancora non completamente vaccinati e soggetti a rischio.

9. Negli adolescenti va fatta la vaccinazione? E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo?
La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti, in quanto rientrano tra le categorie a maggiore rischio di contagio, sebbene limitato rispetto ad altre malattie infettive molto più contagiose come influenza e morbillo. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In alcune Regioni il richiamo nell’adolescenza è già stato inserito in calendario e il vaccino è offerto gratuitamente. Anche il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale introduce una dose di richiamo nell’adolescenza per rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione.

10. Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione?
La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi ha dubbi è opportuno che si rivolga alla ASL o al proprio medico di base.