19 maggio 2024
Aggiornato 14:00
Jim Lynskey

Ecco il 22enne che ha un cuore a batteria a causa della meningite

Un ragazzo di ventidue anni è costretto a convivere con un cuore che funziona con una batteria. Se mancasse la corrente potrebbe morire

Abbiamo sempre tutti il terrore di rimanere sconnessi dal mondo esterno a causa di una batteria dello smartphone scarica. Ma sarebbe senz’altro più temibile se la nostra stessa vita dipendesse da una semplice pila. E anche se tutto ciò, ai nostri occhi, sembra impossibile è proprio ciò che è accaduto a un giovane ragazzo di soli 22 anni. Lui è costretto a ricaricare ogni giorno un dispositivo che gli permette di sostituire la naturale funzione cardiaca. Se fosse sprovvisto di corrente elettrica potrebbe morire da un momento all’altro. Ecco cosa gli è accaduto.

Il cuore che si ricarica con una batteria
Il suo nome è Jim Lynskey ed è un ragazzo di appena ventidue anni, residente nel Regno Unito. Il suo cuore funziona grazie a una batteria che deve essere ricaricata una volta al giorno. Per farlo il ragazzo si collega alla rete elettrica durante le ore notturne grazie a un foro che è stato effettuato dal personale medico nel suo petto. Se ciò non avvenisse il suo cuore si fermerebbe portandolo inesorabilmente alla morte. Il problema del ragazzo sembra essere stato causato molti anni prima a causa della meningite.

Fratello e sorella colpiti dalla meningite
Tutti conosciamo l’estrema importanza dei vaccini, per questo motivi i genitori sottopongono i loro figli a tutta una serie di cicli vaccinali. Tuttavia, Jim e la sua sorellina hanno contratto una forma di meningite virale ad appena due settimane di vita. Ovvero ancor prima che potessero effettuare il vaccino. Lui, però, ha avuto la peggio e gli ha provocato un anomalo ingrossamento del cuore. Grazie al particolare intervento eseguito dai medici, però, Jim può svolgere una vita normale - ma con alcuni accorgimenti da seguire. Il primo e più importante è che quando fa una doccia deve coprire il dispositivo con una borsa a tenuta stagna.

Tre arresti cardiaci
Con il tempo il povero ragazzo ha assistito a tre arresti cardiaci che stavano per fargli perdere la vita. Durante l’ultimo i medici si sono visti costretti a eseguire un intervento e fornirgli delle apposite batterie – ciascuna della durata di otto ore – insieme a un computer. In questo modo il lato sinistro del cuore di Jim è in grado di pompare sangue. Se, tuttavia, qualcosa non dovesse funzionare correttamente il dispositivo è programmato per chiamare automaticamente un’ambulanza.

Una donazione che potrebbe cambiargli la vita
Lo studente invita tutta le persone a firmare il consenso per un’eventuale donazione degli organi, in un prossimo futuro. Nel suo caso, per esempio, un trapianto gli consentirebbe di vivere una vita come tutti gli altri. E la sua grande speranza è che un giorno questo sogno divenga realtà.