Salute | Obesità

Obesità, un italiano su cinque ha problemi di peso. Situazione più grave al Sud

L'obesità dilaga anche tra gli italiani. Più colpito il Su. Fra i bambini il 24% è sovrappeso

Obesità in Italia sempre più diffusa
Obesità in Italia sempre più diffusa (DONOT6 STUDIO |shutterstock.com)

ROMA – L'obesità è un problema per gran parte della popolazione del mondo occidentale. E anche in Italia il suo 'peso' si fa sentire. Secondo recenti stime, il 38% degli Italiani è in sovrappeso e un altro 11% è francamente obeso. In pratica metà della popolazione italiana ha un peso superiore a quello ottimale. I bambini dagli 8 ai 12 anni hanno una prevalenza di obesità pari al 12% e una prevalenza di sovrappeso pari al 24%. Siccome un bambino obeso ha 80 probabilità su 100 di rimanere tale anche in fase adulta, curare i bambini significa aiutare gli adulti di domani.

Peggio al Sud
I numeri sull'obesità rivelano che nel Sud e nelle Isole la prevalenza di questa condizione è maggiore rispetto al Nord. Nei bambini arriva quasi a raddoppiare rispetto alle regioni settentrionali: un profondo controsenso se si pensa al Meridione come la patria della dieta mediterranea, una tradizione gastronomica che pare stiamo sempre più abbandonando. Se n'è parlato durante il Congresso Internazionale ICAMP 2017, che si è svolto ad Assago e Rozzano (MI), cui hanno preso parte circa 500 gli specialisti, provenienti anche dall'estero.

Formare i medici per prevenire le malattie
«Occorre puntare a formare dei medici – ha spiegato Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull'Obesità dell'Università di Milano – che siano capaci di prevenire le malattie, nutrizionali e altre. Oggi una parte della popolazione richiede un supporto preventivo che buona parte dei medici non è in grado di gestire, in quanto questi si stanno formando sempre di più nella cura delle patologie. È per questo che si richiede un medico che sappia potenziare i sistemi di difesa, per prevenire di più e curare di meno».

Le novità del Congresso
Quest'anno la novità dell'appuntamento è rappresentata dall'accordo speciale con l'Università di Camerino, che ha collaborato alla preparazione del programma della due giorni di lavori. A coordinare i lavori e le presentazioni Francesco Amenta, Presidente del Congresso, Michele Carruba, Presidente Onorario, Maria Albini, coordinatrice dell'appuntamento. Focus sulla medicina potenziativa e preventiva, uno dei percorsi formativi proposti all'interno della Scuola Specializzante di ICAMP, che ha come obiettivo quello di potenziare tutti i sistemi di difesa indispensabili per proteggere il nostro organismo.

Mantenersi sani
Tutti i nostri sistemi, da quello immunitario a quello antiossidante, abbisognano di una serie di sostanze che si possono assumere attraverso l'alimentazione, tra vitamine e sali minerali. Se non c'è una nutrizione corretta, questi sistemi funzionano meno e prevengono meno le patologie. «È quindi una medicina preventiva quella che cerca di fare in modo che le persone non si ammalino – ha spiegato Carruba – prevenendo le malattie, non solo si riducono gli alti costi che affliggono il Sistema Sanitario Nazionale, ma aumenta anche il benessere e la produttività di un Paese. Gli ultimi studi confermano che ciò che si spende in prevenzione è un risparmio. Per ogni dollaro investito in prevenzione, se ne risparmiano dieci».