Rapporto sulle violenze in Italia

Violenza sulle donne, una su tre è aggredita dal partner. Le conseguenze perdurano per mesi

La violenza sulle donne in Italia è ancora troppo diffusa. Secondo il rapporto presentato dall'ISS e l'Ospedale Galliera di Genova, una donna su tre è aggredita dal partner, e tra quelle gravemente abusate, più dei due terzi accusano disordine post-traumatico a tre mesi dalla violenza

Violenza sulle donne
Violenza sulle donne (Olena Yakobchuk | shutterstock.com)

ROMA – Sono appena stati presentati al Ministero della Salute i dati del progetto REVAMP, coordinati dalla sorveglianza SINIACA-IDB dell’Istituto Superiore di Sanità e dall’Ospedale Galliera di Genova. Il progetto ha fotografato la 'vittima' elettiva delle violenze, spesso domestiche, a cui è sottoposta la donna. I dati raccolti hanno permesso di stabilire che la maggioranza delle vittime di violenza hanno tra i 15 e i 49 anni. Di queste, più un terzo sono straniere e l’aggressore prevalente è il compagno. Questi dunque i dati del progetto CCM (supportato dal Ministero della Salute) 'REVAMP (REpellere Vulnera Ad Mulierem et Puerum) - Controllo e risposta alla violenza su persone vulnerabili: la donna e il bambino, modelli d'intervento nelle reti ospedaliere e nei servizi socio-sanitari in una prospettiva europea'. Il progetto è coordinato dall’ISS, insieme all’Ospedale Galliera di Genova che fa parte della rete ospedaliera che raccoglie i dati sulla violenza, nell'ambito dell'Injury Database europeo (IDB). Il rapporto, riporta il comunicato dell'ISS, sarà presentato oggi nel convegno conclusivo presso l’Auditorium 'Cosimo Piccinno' del Ministero della Salute.

Diversi livelli di gravità tra le conseguenze della violenza
Le conseguenze della violenza sullo stato di salute della donna dipendono spesso da diversi fattori e, spiega l'ISS, assumono diversi livelli di gravità che possono avere esiti fatali (femminicidio o interruzione di gravidanza) o molto invalidanti come conseguenze di trauma (ustione avvelenamento o intossicazione) e psicologiche con problemi di salute che includono il Post Traumatic Stress Disorder (PTSD), depressione, abuso di sostanze e comportamenti auto-lesivi o suicidari, disturbi alimentari, sessuali.

L'aguzzino spesso è in casa
Nel comunicato ISS si legge che dai dati SINIACA-IDB del 2015-2016 emerge come per le donne vittime di violenza in età fertile (15-49 anni), oltre il 35% dei casi è dovuto ad aggressione da parte del coniuge o partner sentimentale (nei maschi è meno del 10%). Quasi l’85% dei casi di violenze su donne è compiuta da conoscenti (nei maschi tale percentuale è inferiore al 40%). «Nei pronto soccorso partecipanti alla rilevazione SINIACA-IDB – spiega Alessio Pitidis dell’ISS, coordinatore per l'Italia della sorveglianza dell'Injury Database europeo – per le donne in età fertile vittime di violenza la seconda causa di accesso in PS è stata la violenza sessuale: un caso ogni 20 è dovuto a violenza sessuale. Alterco e acquisizione illegale di soldi rappresentano i principali contesti dell’aggressione su donne e la violenza viene più spesso (88% dei casi) compiuta a mani nude o con violenza fisica, senza uso di strumenti d'offesa».

Ancora troppi casi di violenza
In base ai dati relativi ai flussi di Pronto Soccorso EMUR (EMergenza URgenza) di Piemonte, Toscana, Abruzzo e Sardegna, nel 2013-2104 utilizzati in tutti i centri di PS di queste regioni, si è osservato un tasso medio annuo di accesso in PS per violenza di 139 donne ogni 100 mila residenti, di cui il 72% nella fascia d'età 15-49 anni. Dai dati SINIACA-IDB 2015-2016 si osserva che nell'86% dei casi la violenza era stata perpetrata da uomini e l'ambiente prevalente della violenza era quello familiare (42%), in particolare da parte del partner (35%). Dalla sorveglianza SINIACA-IDB dei centri ospedalieri anti-violenza del REVAMP si osserva come nelle donne in età fertile (15-49 anni) il 37% delle vittime siano di nazionalità estera. Per quanto riguarda il contesto dell'aggressione, il 5% delle volte si tratta di una violenza sessuale (per le donne in età fertile 15-49 anni). Per le bambine (0-14 anni) viste nei pronto soccorso generalisti della medesima rete di sorveglianza, nel 17,9% dei casi la causa di accesso in PS per violenza è una aggressione sessuale.

La violenza danneggia anche la mente
Le conseguenze di una violenza, specie sessuale, sono molto pesanti, e spesso sfociano in problemi mentali o psichiatrici. Nello studio di follow-up di progetto – prosegue il comunicato – che seguiva donne vittime di violenza grave (continuità della violenza, abuso sessuale con penetrazione, trauma non superficiale ecc.), a 3 mesi dalla dimissione ospedaliera il 67,5% delle donne adulte vittime di violenza domestica o sessuale era affetta da patologia mentale di stress da disordine post-traumatico. Prevalenza della malattia significativamente superiore, di oltre 5 volte, a quella di corrispondente gruppo di controllo di donne non vittime di violenza. Valore paragonabile a quello delle vittime dirette di grandi disastri, compresi attentati terroristici.
«La presenza di una rete di servizi socio-assistenziali capillare, capace di interagire, dialogare e scambiare efficaci prassi metodologiche – sottolinea Eloise Longo, coordinatrice del progetto REVAMP – è un modo per far emergere il fenomeno della violenza e sconfiggere il senso di isolamento e solitudine che circonda le donne. La rete è un modo per garantire alla donna supporto e protezione. La presenza di procedure e protocolli condivisi a livello territoriale serve proprio a facilitare la donna nel trovare le risposte e soluzioni più adeguate per sé e per i propri figli». Il progetto REVAMP fa parte del Piano Nazionale di Prevenzione 2014-18 nel macro-obiettivo di 'promozione della salute mentale del bambino, adolescente e giovane' prevede tra i fattori di rischio da affrontare la violenza sessuale, l'abuso e la trascuratezza.