Malattie incredibili

Una ragazza crede di essere un dinosauro. I medici pensavano fosse pazza, ma la verità è un'altra

Una ragazza di 18 anni sembrava posseduta dal demonio, perché credeva realmente di essere un dinosauro T-Rex o, in un’altra occasione, una scimmia. Ricoverata in ospedale, alla fine i medici increduli sono riusciti a scoprire che cosa aveva e che stava per morire

Una ragazza credeva di essere un dinosauro t-rex
Una ragazza credeva di essere un dinosauro t-rex (metha1819 | shutterstock.com)

ABERYSTWYTH – Lucy Evans, una giovane ragazza di 18 anni di Aberystwyth nel Galles è stata protagonista di una incredibile vicenda. A un certo punto ha iniziato a delirare, spaventando chi le era accanto. Sembrava posseduta da un qualche spirito, dato che ha detto e si è comportata come se fosse un dinosauro T-Rex. La stessa cosa è poi accaduta di nuovo credendo però di essere una scimmia. Portata in ospedale anche i medici sono rimasti stupiti da quanto stava accadendo. Ma poi sono riusciti a capire quale fosse il problema. Anche se purtroppo era una cosa seria e la ragazza era in punto di morte.

Una rara malattia
Dopo aver preso in carico il problema, pensando che la ragazza avesse una malattia psichiatrica o problemi mentali le analisi condotte dai medici hanno invece rivelato che la ragazza era purtroppo affetta da una rara malattia: l’encefalite da anticorpi anti-NMDA, che colpisce una persona su 75mila. Confermando così l’ipotesi della mamma, Liza Jackson di 52 anni, che era convinta che il problema della figlia fosse fisico e non che fosse diventata pazza. Per fortuna, l’aver scoperto quasi subito di cosa si trattava ha anche rivelato che Lucy stava per andare in come e rischiava di morire, dato che la malattia aveva intaccato il cervello. In un momento in cui Lucy era lucida ha detto che era in preda a spaventose allucinazioni e del tutto delirante. La malattia provoca di questi effetti collaterali duraturi. «Erano tutti segni di una malattia mentale – ha detto Lucy al Daily Mail – Se sono stata così fortunata è perché il mio medico aveva già trattato altre presone come me prima, o non sarei qui oggi».

L’incredibile racconto
La stessa Lucy, ha poi raccontato quanto da lei vissuto in quei giorni: «Sono diventata aggressiva e violenta – ha spiegato –  Avevo delle violente esplosioni in pubblico. Un giorno ho iniziato a emettere versi di scimmia per tutto il tempo, perché ero convinta che dovevo andare allo zoo. Il giorno dopo, pensavo fossi un dinosauro di T-rex e ho intrecciati i capelli pensando potesse essere la mia coda. Ho iniziato a colorare in modo maniacale anche i libri da colorare – prosegue Lucy – Lo facevo per così tanto tempo che le mie mani sono diventate piene di bolle. La mia mamma non voleva che fossi portata via e ha lottato molto affinché non avvenisse. Le sono così grata per questo».
 

Screenshot della notizia apparsa sul Daily Mail
Screenshot della notizia apparsa sul Daily Mail (Daily Mail)

Molti sono scambiati per pazzi
La condizione potenzialmente fatale, che indice il corpo ad attaccare il cervello, aveva portato Lucy sul punto di morte e le ha provocato potenti allucinazioni. «Altre persone con questa condizione sono erroneamente rinchiuse negli ospedali psichiatrici e i loro corpi iniziano a chiudere. La condizione non viene scoperta finché non è veramente troppo tardi». Dei suoi problemi la famiglia ha iniziato ad accorgersi quando lei ha iniziato a soffrire di paranoia, variazioni continue dell’umore e attacchi di vomito nel maggio scorso. In un primo momento, un medico pensava che Lucy soffrisse di disturbo bipolare, che è un disturbo dell’umore caratterizzato da episodi maniacali e depressivi alternanti. Solo che i disturbi non solo non passavano, ma si stavano esacerbando. Un giorno, il primo di giugno, Lucy ha avuto una crisi ed è stata portata d’urgenza in ospedale. Dopo la diagnosi, è stata sottoposta a trattamenti intensivi per ridurre l’infiammazione e il gonfiore al cervello. Deve stare 12 ore al giorno attaccata a una flebo con steroidi che vanno a colpire i globuli bianchi che attaccano il suo cervello.

Che cos’è l’encefalite da anticorpi anti-NMDA
E’ una malattia grave di tipo autoimmune che induce il sistema immunitario ad attaccare il cervello, compromettendone le funzioni. In questa condizione il sistema immunitario scambia il tessuto sano nel cervello per una minaccia e lo attacca, provocando un’infiammazione cerebrale e un gonfiore diffuso. Nello specifico, l’organismo produce anticorpi che attaccano i recettori NMDA nel cervello, che sono proteine ​​che creano gli impulsi elettrici. Questi recettori sono fondamentali per la percezione della realtà, le relazioni sociali e l’interazione con gli altri, il controllo delle attività inconsce come il deglutire o il respirare. Allo stato attuale non è chiaro come questa condizione induca il sistema immunitario a comportarsi in questo modo. A volte, casi di encefalite da anticorpi anti-NMDA sono provocati dalla presenza di un tumore nel corpo. I sintomi possono essere drammatici e sconvolgono la vita di chi ne è colpito. Tra gli altri vi sono perdita della memoria, disturbi del comportamento, allucinazioni, crisi epilettiche, perdita di coscienza, manie mentali, difficolta nel dormire, incapacità di comunicare o parlare e altri ancora.