Donna perde il bambino a Chioggia

Corsa al pronto soccorso «Non sento più il battito del bimbo». E il feto è morto

Una donna avverte uno strano malore e poi si riprende velocemente. Ma capisce che qualcosa non va: corre al pronto soccorso, ma ormai è troppo tardi

Corsa al pronto soccorso «Non sento più il battito del bimbo». E il feto è morto
Corsa al pronto soccorso «Non sento più il battito del bimbo». E il feto è morto (Milaphotos | Shutterstock)

Una vicenda che ha del surreale quella accaduta nella città di Chioggia a una donna in gravidanza. La futura mamma corre in ospedale pensando che potesse essere successo qualcosa al piccolo che portava in grembo, ma quando arriva al pronto soccorso le viene data una notizia sconvolgente. E così il bambino muore dopo breve tempo. I dettagli della vicenda.

Un malore improvviso
Una giovane donna viene colpita da un malore improvviso. E come tutte le donne al mondo – o le future mamme – lo avverte dentro sé quando il proprio piccolo non sta bene o ha qualcosa che non va. Infatti è in preda al panico: sospetta possa essere accaduto qualcosa di spiacevole al feto, così corre all’ospedale più vicino, quello di Chioggia.

Accertamenti diagnostici
La donna viene sottoposta ad accertamenti diagnostici e i medici evidenziano un distacco della placenta: uno degli incubi più temuti dalle donne in dolce attesa. Ed è così che i medici eseguono un attento esame del feto, ma il monitoraggio non lascia dubbi. Il feto, ahimè, è già morto. A quel punto non c’era tempo da perdere: anche la mamma rischiava la vita ed era necessario intervenire al più presto.

Un’inchiesta aperta
Come sempre accade in questi casi il dubbio assale fortemente tutte le persone coinvolte: sono stati rispettati tutti i protocolli? Non c’era niente da fare per salvare il bambino? La direzione generale dell’USL 3 Serenissima ha già incaricato gli addetti affinché vengano eseguiti tutti gli accertamenti del caso. Principalmente è importante capire se – oltre ai protocolli – anche i tempi sono stati rispettati dal personale ospedaliero.

Tempi rispettati
Secondo quanto dichiarato dal personale medico la donna non avrebbe atteso molto e sarebbe stata controllata con la massima celerità. Purtroppo, nell’ospedale nessuno conosceva lei e la situazione perché era in cura preso un centro medico privato. Tuttavia pare che sia stato fatto tutto il possibile affinché si potesse salvare la vita sua e del feto. Probabilmente, però, all’arrivo al pronto soccorso il piccolo era già morto. La paziente è stata dunque portata con la massima urgenza in sala operatoria per eseguire un cesareo allo scopo di rimuovere il feto dall’utero. Insomma, quello che pareva essere uno dei periodi più belli della propria vita si è trasformato in un incubo da cui sarà difficile vernine fuori: mancavano poche settimane e la donna avrebbe potuto abbracciare il neonato. Invece ora sentirà dentro sé un senso di solitudine che – forse – solo il tempo potrà colmare.