22 settembre 2018
Aggiornato 09:30

Incredibile trapianto di rene al Careggi: il prelievo è stato effettuato a cuore fermo

All’ospedale fiorentino Careggi è stato eseguito un complicato trapianto di rene in sole tre ore. I medici hanno sfruttato la tecnologia robotica mini invasiva
Trapianto di rene
Trapianto di rene (Shutterstock.com)

Un successo incredibile quello dell’ospedale fiorentino Careggi. Si tratta del primo trapianto, effettuato nella nostra penisola, in cui sia la fase del prelievo a cuore fermo che il trapianto - con l’ausilio del robot chirurgico  - sono stati portati a termine nella stessa struttura.

Chirurgia robotica mininvasiva
Per eseguire l’intervento i medici si sono avvalsi di strutture altamente tecnologiche come la chirurgia robotica mini invasiva. Il trapianto renale è stato diretto dal professor Sergio Serni: «l'intervento è stato reso possibile grazie all'allargamento dei criteri di reclutamento dei donatori nell'ambito del programma di donazione a cuore fermo», spiega Serni. L’equipe robotica è composta da tre chirurghi: Graziano Vignolini, Simone Carassai e Vincenzo Limarzi.

Un intervento simile a febbraio
«Nel febbraio del 2017 – continua Serni – a Careggi è stato eseguito per la prima volta in Italia un intervento contemporaneo di prelievo e trapianto di rene da vivente in chirurgia robotica. In questi giorni la stessa tecnica è stata utilizzata per un rene prelevato a cuore fermo, ma con un maggior impegno organizzativo e assistenziale in considerazione dei tempi più ristretti imposti dalla particolare condizione del donatore. In questo caso è possibile parlare di chirurgia robotica d’urgenza con un intervento non programmabile eseguito da un’equipe robotica composta da 3 chirurghi».

Una procedura complessa
«La procedura è particolarmente complessa perché permette il prelievo in assenza di battito cardiaco grazie al sistema Ecmo che mantiene l'ossigenazione degli organi che altrimenti si danneggerebbero irreparabilmente rendendo impossibile il trapianto. Si tratta del diciottesimo caso in cui viene attivata la donazione a cuore fermo a Careggi, il primo ospedale in Italia per numero di questi interventi e l'unico che dall'ottobre del 2016 ha attivato l'applicazione sistematica di questo specifico programma di donazione avviato da circa due anni dal Centro Nazionale Trapianti (Cnt) e dall'Organizzazione Toscana Trapianti (Ott) con il supporto della Regione Toscana», spiega Adriano Peris, direttore delle cure intensive per il trauma e i supporti extracorporei di Careggi.

Poche ore per il trapianto
Il trapianto è anche stato eseguito a tempo record. L'equipe di Careggi, infatti, ha impiegato poco più di tre ore. «L'utilizzo del robot nel trapianto renale - continua Serni - consente di ridurre al minimo i giorni di degenza post-operatoria grazie a una incisione più piccola rispetto alla chirurgia tradizionale. Questo permette di ridurre notevolmente il rischio di infezioni della ferita chirurgica nei pazienti trapiantati che, spesso, sono diabetici e sottoposti a terapia immunosoppressiva, quindi particolarmente vulnerabili da virus e batteri».