Tendenze

Italia patria degli asini: più 90% in 10 anni. Spopola il latte ritenuto un «farma-food»

In Italia è boom di asini e la produzione di latte collegata. Dall’alimentazione, l’uso nell’allattamento e per le allergie, alla cosmetica. Il rapporto di Coldiretti

Asini, sono tornati in massa in Italia
Asini, sono tornati in massa in Italia (Daniel Jedzura | shutterstock.com)

ROMA – Italia Paese degli asini. Non di quelli che studiano poco a scuola, ma quelli veri. Secondo un rapporto della Coldiretti, negli ultimi dieci anni si è registrato un aumento del numero di asini pari al 90% – praticamente raddoppiato. Nella Penisola oggi si contano circa 59mila quadrupedi dalle grandi orecchie, dopo aver addirittura rischiato l’estinzione.

Un latte molto apprezzato
Ritenuto addirittura un ‘farma-food’, spiega Coldiretti, il latte d’asina è oggi (come un tempo) molto apprezzato. Già ai tempi dell’antica Roma, infatti, il latte d’asina era conosciuto per le sue proprietà contro le malattie e l’invecchiamento della pelle tanto che uomini e donne di alto lignaggio erano soliti lavarsi nel latte d’asina (lac asininum), come usavano fare Cleopatra e Poppea, consorte di Nerone, sottolinea Coldiretti.

Un animale ‘dottore’
L’asino ha vissuto alti e bassi. Secondo Coldiretti, negli anni ‘50 erano presenti in Italia quasi un milione di asini, ma la loro consistenza nel tempo si è decimata ed è solo a partire dal 2000 che è iniziata una rapida risalita che ha salvato dall’estinzione molte razze locali. In Italia, si legge nella nota – le razze italiane più presenti sono l’Amiata, Martina Franca, Ragusano, Sardo, Romagnolo, Asinara e Pantesco. La salvaguardia delle razze asinine è dovuta al reinserimento dell’asino in programmi di nuove utilizzazioni di interesse sociale ed economico, come l’onoterapia (la cura dei problemi psicologici con il contatto animale) e l’onoturismo (escursioni a dorso d’asino).

Contro le allergie e non solo
L’uso del latte d’asina non si ferma di certo alla cosmetica. È infatti utilizzato anche per la produzioni di specialità alimentari come biscotti o gelati o cosmetici, ma non c’è dubbio che la spinta maggiore allo sviluppo degli allevamenti è venuta dal fatto che in Italia – sottolinea la Coldiretti – nascono ogni anno circa 15mila bambini con allergie gastrointestinali dovute a intolleranza al normale latte di mucca. E, per quelli che non possono essere allattati al seno, il latte d’asina, che ha caratteristiche simili a quello materno, rappresenta una valida alternativa per non far mancare un nutrimento essenziale alla crescita. Il latte d’asina è infatti da molti considerato un farma-food che risolve i problemi delle intolleranze al latte vaccino nell’età neonatale, ma l’elevato contenuto in calcio lo rende estremamente utile tanto per gli anziani affetti da osteoporosi che per le donne in menopausa. Per le positive proprietà distensive della pelle – continua la Coldiretti – dovute anche all’alto contenuto di lisozima e conosciute ed esaltate nel corso dei millenni, il latte d’asina è oggi richiesto anche in cosmetica sotto forma di crema da giorno e da notte, come crema corpo utilizzata nei massaggi, come shampoo che rende i capelli luminosi e più robusti e voluminosi, ma anche come sapone detergente.