16 dicembre 2019
Aggiornato 03:00
Salute

Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale. Le iniziative

Al via il mese dedicato alla prevenzione dell’ictus. Grazie ad A.L.I.Ce. Italia Onlus, attraverso iniziative in tutta Italia, si potranno tenere sotto controllo i più importanti fattori di rischio di questo grave evento cardiovascolare

Ictus, aprile è il mese della prevenzione
Ictus, aprile è il mese della prevenzione Shutterstock

ROMA – L’ictus nel nostro Paese rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. La prevenzione, in questi casi è tutto, e aprile è proprio il mese dedicato alla Prevenzione dell’Ictus Cerebrale, patologia grave e disabilitante. L’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale - A.L.I.Ce. Italia Onlus, vuole evidenziare come l’ictus non solo si possa curare ma anche prevenire nell’80% dei casi.

Vent’anni di lavoro
L’Associazione A.L.I.Ce. Italia Onlus quest’anno celebra i suoi primi 20 anni e nel corso di questo mese organizza nelle diverse città iniziative di prevenzione, di sensibilizzazione e di informazione su quelli che sono i principali fattori di rischio e sull’importanza del riconoscimento dei sintomi. E’ però fondamentale seguire stili di vita adeguati, attraverso un’attività fisica moderata e costante e un’alimentazione sana come quella prevista dalla dieta mediterranea. Il controllo della pressione arteriosa risulta basilare, fino dai 40 anni, ancora più importante nei diabetici, così come il riconoscimento della aritmia cardiaca definita fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo.

I numeri dell’ictus
Secondo le stime, sono quasi 200mila gli italiani che vengono colpiti da ictus cerebrale ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 940mila, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione, sia perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcool e droghe. Fondamentale per la prevenzione è la adeguata consapevolezza da parte di qualsiasi persona dei fattori che da soli o, ancora di più, in combinazione tra di loro aumentano il rischio di avere un ictus. Tra i principali l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete, il fumo e alcune anomalie cardiache e vascolari. Da qui l’importanza del ruolo proattivo dei medici di famiglia, affinché, una volta prescritte le terapie appropriate, ne controllino la effettiva e adeguata assunzione.

C’è anche un’App
A.L.I.Ce. Italia Onlus propone una App, prodotta nel nostro Paese, ‘Ictus 3R’ - che si può scaricare gratuitamente e che consente di misurare direttamente il proprio rischio di ictus. L’attenzione al peso corporeo, un’attività fisica moderata e costante, seguire un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea e a basso contenuto di sodio, devono rappresentare regole generali per tutti.

Il ruolo della fibrillazione atriale
Negli ultimi anni l’attenzione dell’Associazione si è focalizzata in modo particolare sulla Fibrillazione Atriale, aritmia che colpisce il 4% della popolazione sopra i 65 anni ed è la causa di circa il 25% degli ictus ischemici. Circa la metà degli ictus che si verificano nelle persone di età superiore agli 80 anni è causata dalla fibrillazione atriale. A.L.I.Ce. Italia ha voluto dedicare una pagina del suo sito e una pagina Facebook (Fibrillazione Atriale – ALICe Italia Onlus) a questa patologia perché chi ne è affetto vede aumentare di 5 volte il rischio di ictus tromboembolico, che risulta generalmente molto grave e invalidante. E’ importantissimo ‘intercettare’ il più rapidamente possibile i pazienti con FA. Una volta fatta la diagnosi, il passo successivo è quello di stabilire la necessità di una terapia anticoagulante per ridurre il rischio d’ictus.

A.L.I.Ce. Italia Onlus
È una Federazione di 20 Associazioni regionali di volontariato – suddivise in oltre 80 tra sedi e sezioni – che ha tra i propri obiettivi statutari: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia; facilitare la informazione per un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano a istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi e omogenei.
A.L.I.Ce. Italia Onlus è membro della World Stroke Organization (WSO), di cui fanno parte associazioni di pazienti colpiti da Ictus di 85 Paesi e di SAFE, Stroke Alliance for Europe, organizzazione che riunisce 30 Associazioni di pazienti di Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione, oltre che di ISO, Italian Stroke Organization ed ESO, European Stroke Organization. L’elenco delle iniziative previste sarà inserito sul sito www.aliceitalia.org.