17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Meningite

Meningite senza freni. Un altro caso a Caserta per un bimbo di 4 anni, scuola chiusa e corsa ai vaccini

Un altro caso di meningite da meningococco C si è verificato a Caserta, dove un bimbo di 4 anni mezzo è stato ricoverato in prognosi riservata. In tutta Italia scatta il panico, con ambulatori in tilt per la richiesta di vaccini a Bologna

Meningite, un altro caso a Caserta in un bimbo di 4 anni e mezzo
Meningite, un altro caso a Caserta in un bimbo di 4 anni e mezzo Shutterstock

CASERTA – Un bimbo di 4 anni e mezzo ha contratto la meningite batterica di tipo C. Ricoverato in prima battura all’ospedale Civile di Caserta e poi stato portato all’ospedale Cotugno di Napoli in stato di semi-incoscienza e affetto da febbre alta, dopo di che è stato trasferito nella divisione di rianimazione pediatrica, dove è in prognosi riservata. Intanto il sindaco di Caserta ha predisposto la chiusura della scuola in via precauzionale.

La conferma
Prima il sospetto, poi la conferma da parte dell’autorità sanitaria dell’azienda ospedaliera: si tratta di un’infezione da meningococco di tipo C, il più pericoloso. L’azienda ospedaliera fa anche sapere che sono state prese tutte le misure di profilassi per coloro che sono stati a contatto con il bambino.

La scuola
Nella serata, dopo la notizia del ricovero, è giunta la comunicazione che è stata emessa un’ordinanza dal sindaco di Caserta, Carlo Marino, con cui il Comune dispone la chiusura del plesso scolastico interessato dal caso di meningite: nella fattispecie, la Scuola dell’infanzia di via Benevento, la scuola primaria di primo grado (elementare) di via Montale e dell’Istituto Comprensivo Ruggero III Circolo.

Ambulatori in tilt
Nonostante le raccomandazioni e le rassicurazioni delle autorità sanitarie, del Ministero della Salute e dell’ISS, in Italia pare si sia scatenato il panico da meningite, tanto che sono ormai salite alle stelle le richieste di vaccino. Per esempio, a Bologna gli ambulatori sono andati letteralmente in tilt. Nel giro di una settimana sono andati esauriti i 3.700 posti destinati ai bambini. Ora le prenotazioni sono chiuse e l’Ausl fa sapere che «Serve nuovo personale» per far fronte all’emergenza.