24 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Salute

Un uovo al giorno toglie l’ictus di torno

Una ricerca mostra che mangiare un uovo ogni giorno può ridurre del 12 percento il rischio di ictus. I benefici pare siano da attribuire alle sostanze antiossidanti, alle proteine e alle vitamine in esso contenute

Uova, una al giorno terrebbe lontano l'ictus
Uova, una al giorno terrebbe lontano l'ictus Shutterstock

NEW YORK – Dopo la mela, anche l’uovo pare fare la sua parte nel mantenimento della salute. Nella fattispecie, i ricercatori del EpidStat Institute, nel Michigan (Usa), hanno trovato che un uovo al giorno riduce del 12% il rischio di ictus. Il merito sarebbe da attribuire alle sostanze antiossidanti, alle proteine e alle vitamine in esso contenute.

Buoni nutrienti
Secondo i ricercatori un uovo di taglia grande può vantare la presenza di ben 6 grammi di proteine e antiossidanti di alta qualità come luteina e zeaxantina (che si trovano nel tuorlo) e di vitamine E, D, e A. «Le uova – spiega il dottor Dominik Alexander – hanno molti attributi nutrizionali positivi, tra cui antiossidanti, che hanno dimostrato di ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione. Essi sono anche un’ottima fonte di proteine, che è stata correlata alla riduzione della pressione sanguigna».

L’analisi
Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di diversi studi condotti tra il 1982 e il 2015. Di questi hanno valutato le relazioni tra l’assunzione di uova e le malattie coronariche in 2.760.000 partecipanti e l’ictus in 3.080.000 partecipanti. I dati raccolti hanno mostrato che un consumo regolare di uova aiuta a prevenire l’ictus. Secondo Tia M. Rains, direttore esecutivo ad interim del Egg Nutrition Center – ramo di ricerca scientifica della American Egg Board, lo studio colma una lacuna sulla relazione tra le uova e le malattie cardiache e «ora suggerisce un possibile effetto benefico del consumo di uova sul rischio di ictus». I risultati completi dello studio sono stati pubblicati nel Journal of American College of Nutrition.