20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Salute

Ictus, uccide sempre più. 200mila nuovi casi l'anno

L'ictus è diventato un big killer, ma pochi sanno che si può curare o addirittura prevenire. Nasce l'Osservatorio

ROMA - L'ictus cerebrale si è conquistato il triste primato di uno fra i più temibili big killer al mondo. Spesso i sintomi premonitori passano inosservati, per cui colpisce all'improvviso non lasciando scampo a chi ne è vittima. Ogni anno in Italia si registrano quasi 200mila nuovi casi, di cui circa 10.000 riguardano soggetti di età inferiore ai 54 anni, responsabili del 10-12% di tutti i decessi. Sono in pochi tuttavia a sapere che l'ictus non solo si può curare, se tempestivamente trattato, ma nell'80% dei casi si può addirittura prevenire.

Al via l'Osservatorio
Ecco perchè l'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce.) e l'Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell'Ictus, con la partecipazione di Italian Stroke Organization (I.S.O.) e European Stroke Organization (E.S.O.), hanno voluto dare vita all'Osservatorio Ictus Italia, con l'obiettivo di promuovere interventi di carattere normativo, legislativo, tecnico ed economico in materia di prevenzione e cura dell'Ictus. «Il nostro obiettivo - ha spiegato Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia - è quello di stimolare tutte le iniziative necessarie ad incentivare la prevenzione e la diagnosi dell'Ictus cerebrale e di uno dei più importanti fattori di rischio ad esso correlato la Fibrillazione Atriale, una frequente anomalia del ritmo cardiaco, causa del 15-20% di tutti gli ictus trombo-embolici, con una prevalenza sulla popolazione italiana fra l'1% e il 2%».

Oltre 170mila vittime ogni anno in Italia
«In Italia - ha ricordato Reale - le persone ricoverate per ictus ischemico ogni anno sono più di 170mila di cui circa 35-40mila presentano Fibrillazione Atriale. Grazie a questa iniziativa potranno avere luogo momenti di confronto e di approfondimento sulle criticità del SSN, e si potranno ipotizzare possibili soluzioni, promuovere l'inclusione di misure specifiche per la prevenzione e cura dell'Ictus Ischemico e della Emorragia Celebrale all'interno dei Piani Sanitari Regionali e del Piano Sanitario Nazionale ed infine favorire la realizzazione di percorsi terapeutici e di pratiche sanitarie ottimali nella gestione del paziente in aree pilota».

Maggiore spazio alla lotta
L'Osservatorio nasce nelle stesse ore in cui si sta calendarizzando in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati una Risoluzione presentata dall'Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell'Ictus. «Un documento - ha affermato l'On Gian Luigi Gigli, Coordinatore dell'Intergruppo - che speriamo venga discusso il prima possibile in Commissione. Con questa Risoluzione vogliamo impegnare il Governo sulla necessità di dare maggiore spazio alla lotta contro la malattia e sull'importanza di mettere in campo risorse ed energie volte ad incoraggiare un processo virtuoso di lotta all'Ictus Ischemico ed alla Emorragia Celebrale che deve necessariamente passare per un percorso di prevenzione, diagnosi precoce e un equo accesso a trattamenti preventivi, efficaci e tempestivi su tutto il territorio nazionale. L'Osservatorio Ictus Italia può essere uno strumento utilissimo nel sostenere l'azione delle Istituzioni in questa direzione».