27 settembre 2021
Aggiornato 14:30
Alimentazione e obesità

L’obesità dipende dalla quantità di dolci ingeriti? Non solo: anche dal tuo cervello

Il desiderio irrefrenabile di dolci delle persone obese è collegato a un meccanismo di ricompensa associato alla dopamina, che non segue le regole ordinarie

WASHINGTON -  È un comportamento abbastanza classico, anche se non la regola: molte persone obese tendono ad avere un desiderio irrefrenabile di dolci, nonostante stiano cercando di fare di tutto per mantenere la linea. Perché mai accade tutto ciò? Secondo un nuovo studio pubblicato su Diabetes la vera causa risiederebbe nel cervello.

Un effetto ricompensa
Perché le persone obese hanno un’estrema difficoltà a stare lontani da ghiottonerie varie rispetto a chi ha un vitino di vespa? Il problema sarebbe dovuto a una sorta di disfunzione cerebrale che innesca uno dei meccanismi collegati alla «ricompensa». Il grasso corporeo in eccesso, infatti, esercita un automatismo di questo genere aumentano la voglia di mangiare dolci. Quindi si entra facilmente in un circolo vizioso: più grassi, più dolci. Più dolci, più grassi.

La dopamina controlla la tua voglia di dolci
Secondo quanto emerge dai risultati dello studio condotto dall’Università di Washington il sistema di ricompensa di una persona magra è totalmente differente di quello di una persona obesa. Durante la crescita dall’adolescenza all’età adulta dovrebbe accadere che la minor quantità di dolci ingerita riesca a ridurre il livello di dopamina – di una sostanza, cioè, che ci dà una sensazione di benessere. A mano a mano che i livelli di dopamina si riducono si sviluppa una minor attrazione per le sostanze dolci. Tali caratteristiche, tuttavia, sono state trovate solo nelle persone magre e in quelli di una certa età con peso normale. Ma non nei soggetti obesi.

Se sei obeso, hai i recettori sbagliati
«Abbiamo trovato disparità di preferenza per i dolci tra gli individui, le variazioni individuali e nei recettori della dopamina. Alcune persone hanno alti livelli e qualcuno bassi. Le persone con peso normale hanno un minor numero di recettori della dopamina che sono stati associati a una maggiore preferenza per i dolci», spiega Tamara Hershey, professore alla Washington University.

Una maggiore vulnerabilità
La disfunzione che si viene a creare nel meccanismo di ricompensa rende gli individui obesi molto più vulnerabili al desiderio di dolci. Non a caso la relazione che esiste normalmente tra l’età e i livelli di dopamina non segue le regole ordinarie. Gli scienziati ipotizzano che in tutta questa storia possa essere implicata la resistenza all’insulina o qualche altro cambiamento metabolico legato all’obesità. «Crediamo di aver identificato una nuova anomalia nel rapporto tra la risposta di ricompensa al cibo e la dopamina nel cervello di individui affetti da obesità», dichiara M Yanina Pepino, assistente professore presso la Washington University.

Lo studio
Durante la ricerca sono stati coinvolti 20 volontari sani di età compresa fra i venti e i quarant’anni. Sono state quindi confrontate con 24 persone affette da obesità con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30. I partecipanti hanno bevuto alcune bevande che contenevano diverse quantità di zuccheri, con differenti gradi di dolcezza. Grazie alla tomografia a emissioni di positroni (PET) sono stati identificati i recettori attivati della dopamina che erano direttamente associati alla ricompensa di una persona.