20 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
Ictus, il mese della prevenzione

Ictus cerebrale, prevenirlo si può anche a tavola. Le regole degli esperti

Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale. A.L.I.Ce. Italia Onlus dedica questo mese alla prevenzione con tutta una serie di importanti iniziative, ricordando che l’ictus si può e si deve prevenire, anche a tavola. Ecco le regole dettata dagli esperti

Ictus, prevenirlo si piò
Ictus, prevenirlo si piò Shutterstock

ROMA – Più che una malattia, ne è la conseguenza. L’ictus cerebrale è un evento drammatico che, ancora oggi, è una delle principali cause di invalidità e mortalità a causa delle malattie cardiovascolari. Ma se i casi di ictus sono destinati a raddoppiare nei prossimi anni, prevenirlo si può (e si deve). E lo si può fare anche a tavola, dove il consumo di cibi ‘’giusti’’ può ridurre il rischio fino al 20 per cento. Ma la riduzione del rischio può arrivare fino all’80 per cento.

Ictus e dieta
Secondo gli esperti vi è un forte legame tra l’ictus e la dieta. Per esempio, sono tutti concordi nel ritenere che un’adeguata assunzione di cibi come quelli compresi nella dieta mediterranea: olio extravergine di oliva, frutta, verdura e pesce azzurro possano tutti ridurre in modo significativo il rischio ictus.

Seconda causa di morte
L’ictus cerebrale, oggi rappresenta ancora la seconda causa di morte a livello mondiale e la terza nei Paesi industrializzati. E, a causa dell’invecchiamento della popolazione, si prevede che entro il 2020 la mortalità per ictus possa raddoppiare. L’ictus cerebrale, però, non solo si può curare ma si può prevenire nell’80 per cento dei casi: le linee guida sia nazionali che internazionali raccomandano di seguire adeguati stili di vita, che portino a controllare l’eccessivo peso corporeo e l’obesità, attraverso l’attività fisica moderata e costante, e un’alimentazione sana. Non da meno è fondamentale il controllo della pressione arteriosa fin dai 40 anni di età. E lo è ancora più importante nei diabetici, così come il riconoscimento della aritmia cardiaca definita fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo.

Aprile, il mese giusto per prevenire, anche a tavola
«Con campagne informative come ‘’Aprile mese della prevenzione’’, A.L.I.Ce. Italia Onlus – dichiara Francesco Gaballo, vicepresidente dell’Associazione – intende ridurre l’incidenza dell’ictus cerebrale e migliorare la qualità della vita delle persone colpite, proprio attraverso la diffusione della conoscenza della patologia e dei suoi principali fattori di rischio». La prevenzione poi inizia a tavola. In numerosi studi epidemiologici, la dieta è infatti stata individuata come uno dei principali e modificabili fattori di rischio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha valutato in circa 2,64 milioni di casi all’anno il totale delle morti attribuibili a un inadeguato consumo di frutta e verdura. Aumentando il consumo individuale fino a 600 grammi al giorno, si potrebbe ridurre il rischio di infarto e ictus rispettivamente del 31 e del 19 per cento.

Un aiuto dalla Mediterranea
La tradizionale dieta mediterranea, spiegano gli esperti, è caratterizzata da olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi, da un elevato apporto di frutta fresca, frutta secca, verdure, legumi e cereali. E poi da un moderato apporto di pesce e pollame, da un basso apporto di latticini, carne rossa e dolci e da un consumo da basso a moderato di vino, in particolare durante i pasti. Consumare in particolare agrumi, mele, pere e verdure a foglia contribuisce molto alla protezione: un incremento di circa 200 grammi al giorno, sia di frutta che di verdura, fa diminuire il rischio ictus rispettivamente del 32 e dell’11 per cento. Un elevato consumo di olio extravergine di oliva (o EVO) viene considerato come uno degli elementi che contribuisce maggiormente a proteggere il sistema cardiovascolare: un incremento di 23 grammi al giorno di consumo di EVO è stato inversamente associato all’incidenza dell’ictus (riduzione del rischio del 20 per cento) e alla mortalità (riduzione del rischio dell’11 per cento).

Da evitare e da prediligere
Anche la dieta ha però i suoi lati oscuri. Per cui, volendo seguirne una sana, che possa essere preventiva dell’ictus, ci sono alcuni cibi da evitare o consumare con moderazione: per esempio sodio (sale), alcol e alcuni grassi saturi. Per contro, si cono sostanze di cui è stato evidenziato un effetto protettivo: omega 3, fibre, vitamina B6 e B12, calcio, potassio. Seguire dunque la dieta mediterranea riduce il rischio di ipertensione, diabete, infarto, obesità e sindrome metabolica. Le regole di una sana alimentazione e uno stile di vita corretto, però, dovrebbero essere adottate sin da piccoli. Il problema è che i dati dimostrano il contrario: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Europa 1 bambino su 3 tra i 6 e i 9 anni è sovrappeso o obeso. Ed è per questo che A.L.I.Ce. Italia Onlus intende sensibilizzare anche le famiglie su una maggiore attenzione verso le cattive abitudini alimentari fin dall’infanzia. Non si deve dimenticare che una giusta prevenzione, oltre a benefici in termini di salute, comporterebbe un effetto positivo sul budget nazionale dei Paesi dell’Unione Europea, considerando che attualmente ben il 7 per cento di questo budget viene destinato alle patologie collegate all’obesità.

I consigli dietetici degli esperti

  1. Consumare pesce almeno 2 volte alla settimana, soprattutto salmone, pesce spada, pesce azzurro o trota
  2. Ridurre l’apporto di sale – massimo 5 g al giorno
  3. Consumare almeno 3 porzioni di frutta e almeno 2 di verdura al giorno
  4. Limitare il consumo di grassi e condimenti di origine animale, preferendo quelli di origine vegetale
  5. Bere non più di 2 bicchieri di vino al giorno.

In occasione di ‘’Aprile mese della prevenzione dell’Ictus Cerebrale’’, la Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus con le sue oltre 70 Associazioni locali darà vita a diverse iniziative di prevenzione, sensibilizzazione e di informazione su questa patologia, grave e disabilitante. Anche quest’anno, inoltre, A.L.I.Ce. Italia Onlus può contare su una testimonial d’eccezione: Valentina Vezzali. L’elenco delle iniziative previste sarà inserito sul sito www.aliceitalia.org.
A.L.I.Ce. Italia Onlus è una federazione di associazioni regionali di volontariato sparse su tutto il territorio nazionale, oltre 70 tra sedi e sezioni, le quali, pur autonome e indipendenti nelle proprie attività, collaborano al raggiungimento di comuni obiettivi a livello nazionale. Loro peculiarità è quella di essere le uniche ad essere formate da persone colpite da ictus, dai loro familiari e caregiver, da neurologi e medici esperti nella diagnosi e trattamento dell’ictus, medici di famiglia, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione, personale socio-sanitario e volontari. Sono associazioni senza scopo di lucro, democratiche, apolitiche, con personalità giuridica e non, iscritte nei registri regionali delle associazioni di volontariato.
Tra i propri obiettivi statutari: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia; facilitare l’informazione, anche attraverso i media, per un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei.

Bibliografia
[1]. ISO-SPREAD, Ictus cerebrale: linee guida di prevenzione e trattamento, 2016.