28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Discipline alternative

Tutti i vantaggi di reiki e pranoterapia

Reiki e pranoterapia sono le medicine alternative più discusse, ma la ricerca scientifica ne dimostra la possibile applicazione sulla salute umana

ROMA – Reiki e pranoterapia non sono trattamenti da stregoni come molti sostengono, bensì dei validi aiuti per ritrovare la salute. L’importante è scegliere personale altamente qualificato.

Riduzione dei farmaci con il reiki
Un articolo del 1988 pubblicato sul Journal of Nursing Care Quality dal titolo «Uso del Reiki a supporto di pazienti chirurgici», ha riportato i risultati di uno studio sugli effetti di un trattamento Reiki di soli quindici minuti sui pazienti che dovevano sottoporsi a chirurgia. Il trattamento, ripetuto anche usciti dalla sala operatoria, mostrò come centinaia di persone fecero minor uso di antidolorifici e una ridotta degenza ospedaliera.

Minore ansia e stress
Uno studio di alcuni anni fa pubblicato su Subtle Energies and Energy Medicine Journal ha mostrato come un trattamento di reiki sia in grado di agire su ansai, depressione e dolore. Durante la ricerca sono stati coinvolti più di cento pazienti che presentavano dolori derivanti da cancro, malattie cardiache, emicrania, ulcera, asma, artrite eccetera. Dopo tre mesi di trattamento si è concluso che il Reiki sia significativamente superiore in termini di efficacia agli altri trattamenti tradizionali.

Pranoterapia: emanazioni verificate
Il Professor Gerardo Ciannella, pneumologo all’Ospedale Monaldi di Napoli ha condotto studi in merito dal 1989 al 1993 per mezzo della teletermografia dinamica (TTD). Dai risultati è emerso che il «prana» emesso è costituito da raggi infrarossi e che le radiazioni sono rese possibili dalle onde di tipo alfa scaturite a livello cerebrale. Tali ricerche sono state poi confermate dal dottor Trapani, primario dell’ex Dispensario Centrale di Igiene Sociale di Torino.

Aumenta la Ves e rigenera le ferite
Il primo a studiare gli effetti del «prana» sui liquidi come sangue e acqua fu il Professore italiano Giorgio Piccardi che mostrò come esso sia in grado di modificare la struttura molecolare dei liquidi. Altri studi condotti dal Centro di Ricerche di Bioclimatologia Medica dell’Università di Milano, mostrarono come i campioni di sangue sottoposti a pranoterapia aumentassero la VES di circa il venti percento con conseguente effetto cicatrizzante utile per sanare le ferite. Altri test condotti a New York evidenziarono un ottimo incremento di emoglobina nel sangue.

Piante più longeve con acqua pranica
Un biologo dell’Università del Canada riuscì a evidenziare una miglior crescita delle piante dopo esser state sottoposte e sedute di Pranoterapia e annaffiata con acqua sottoposta alla stessa tecnica. Rispetto alle piante di controllo i vegetali crescevano decisamente meglio.

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