14 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Salute & Alimentazione

Obesità, Babbo Natale un cattivo esempio per bambini

Secondo uno studio britannico nelle società in cui è presente il più alto numero di ragazzi in sovrappeso

LONDRA - Dove c'è Babbo Natale, ci sono più bambini obesi. Sono queste, in estrema sintesi le conclusioni cui giunge uno studio australiano pubblicato oggi dal British Journal of Medecine. Babbo Natale, col suo ventre prominente e che viaggia in slitta, darebbe un esempio migliore mettendosi a dieta e spostandosi a piedi o in bicicletta.

«Sul piano epidemiologico, vi è una correlazione tra i Paesi che credono a Babbo Natale e quelli in cui il tasso di obesità è più elevato», nota Nathan Grills, esperto di salute pubblica. «E' prematuro - precisa lo studioso - stabilire un rapporto di causalità tra le due cose, ma l'immagine di Babbo Natale promuove il messaggio che la grassezza sia sinonimo di buonumore e giovialità».

Il dottor Grills nota ancora che su alcuni bigliettini d'auguri si vede persino Babbo Natale con il bocca la pipa - figuriamoci la reazione di un dodicenne: «Fuma, avrà almeno cent'anni e non è morto di cancro».

C'è di peggio - continua il quotidiano svizzero Le Matin che riporta la notizia, sempre citando il dottor Grills: «Babbo Natale e tutti i suoi emuli sono potenziali vettori di malattie infettive»; si calcola infatti che «si starnutisca o si tossisca addosso a lui almeno una decina di volte» e lui poi «seguita ad abbracciare e prendere in braccio bambini ad ogni occasione».