16 giugno 2019
Aggiornato 17:30
Arresto Cesare Battisti

Il momento in cui Battisti scende dall'aereo, e ride

Il terrorista rosso è sbarcato all'aeroporto di Ciampino alle 11.00 a bordo del Falcon 900 del Governo italiano

ROMA - È atterrato alle 11.30 a Ciampino il Falcon 900 del Governo italiano che ha riportato in Italia dalla Bolivia Cesare Battisti, l'ex terrorista arrestato due giorni fa dall'Interpol e subito estradato in Italia. Battisti, appena sceso dall'aereo, senza manette, è stato preso in consegna dal Gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria e portato a Rebibbia. La destinazione definitiva spetterà poi al Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Subito ha mostrato tranquillità e ha sorriso. In pista, ad attenderlo, i ministri dell'Interno Matteo Salvini e della Giustizia Alfonso Bonafede.

Finita latitanza durata 40 anni, sconterà l'ergastolo senza benefici

Finisce dunque così la sua latitanza durata ben 40 anni: condannato per 4 omicidi, si è sempre proclamato innocente. Nel carcere romano di Rebibbia sarà in cella da solo, con sei mesi di isolamento diurno, nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. «Sconterà l'ergastolo» per i quattro omicidi per cui è stato condannato, assicura il ministro della Giustizia. Anche il procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, ha spiegato che Battisti sconterà l'ergastolo senza la possibilità di ottenere benefici. E ha aggiunto che le indagini stanno proseguendo per individuare la rete di fiancheggiatori dell'ex terrorista.

Il fratello ironico: «Tutto risolto con Battisti»

«Che vuole che le dica. Cesare, mio fratello, rientra a Roma e così abbiamo risolto tutti i problemi dell'Italia, le pensioni, il debito, tutto risolto con Battisti». Questo il commento di Vincenzo, il fratello. «Non aggiungo altro, ha già detto tutto il ministro Salvini». Mentre Adriano Sabbadin, figlio del macellaio ucciso dai Pac nel '79, in lacrime davanti alla televisione ha commentato: «Papà ora riposa in pace».

Preso grazie alla geolocalizzazione

Battisti aveva fatto perdere le sue tracce in Brasile, a Cananea, sulla costa di San Paolo, dove risiedeva, a dicembre, dopo che era stato lanciato nei suoi confronti un ordine di cattura: in , non lo vedevano ormai da metà novembre.  E' stato catturato a Santa Cruz, città della Bolivia centrale, rintracciato grazie a un intenso lavoro di pedinamenti, geolocalizzazioni, 15 telefoni, pc e tablet intestati a prestanome sotto controllo. «È stata la tecnologia», hanno confermato il procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso e il sostituto pg Antonio Lamanna. «Una tecnologia molto avanzata, è stata seguita la scia internet, la localizzazione».

Barba e baffi, non ha opposto resistenza

Ad eseguire l'arresto è stata una squadra speciale dell'Interpol, con agenti boliviani, italiani e brasiliani. Al momento dell'arresto Battisti aveva barba e baffi, non era armato e non ha opposto resistenza. Ha parlato in portoghese per rispondere alla polizia e ha mostrato un documento brasiliano che confermava la sua identità. Proprio in considerazioni delle modalità dell'arresto i ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha ringraziato ancora una volta il presidente brasiliano Jair Messias Bolsonaro. «Se non ci fosse stato un cambio di passo in Brasile oggi non saremmo qua».