3 dicembre 2022
Aggiornato 07:30
Amministrative 2022

Centrodestra diviso in Sicilia, salta il vertice dei leader

La riunione in presenza, auspicata nei giorni scorsi dal segretario della Lega, doveva servire proprio a trovare un accordo sulla Sicilia, tra ricandidatura di Musumeci alla Regione e scelta del candidato sindaco a Palermo. Tutto saltato invece

Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini
Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini Foto: ANSA

Niente accordo su Palermo e niente vertice dei leader del centrodestra. Prima Fratelli d'Italia annuncia che convergerà su Francesco Lagalla come candidato sindaco nel capoluogo siciliano, e poco dopo Ignazio La Russa fa sapere che il vertice tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi si terrà in data da destinarsi. La riunione in presenza, auspicata nei giorni scorsi dal segretario della Lega, doveva servire proprio a trovare un accordo sulla Sicilia, tra ricandidatura di Musumeci alla Regione e scelta del candidato sindaco a Palermo. Tutto saltato invece, con FdI che ritira la candidatura di Carolina Varchi per appoggiare l'ex rettore di Palermo e non Francesco Cascio, in campo per Fi e Lega.

Da Fratelli d'Italia la spiegano così: «Se Lega e Fi avessero sbloccato la ricandidatura di Musumeci eravamo pronti a convergere sul nome che preverivano, per il Comune di Palermo: per noi il migliore è Lagalla, ma anche Cascio è persona degnissima, anche se meno conosciuto e meno 'performante' nei sondaggi». E invece, lamentano dal partito di Meloni, «i segnali andavano tutti in direzione opposta... Noi chiedevamo da tempo un vertice, eravamo disposti a farlo anche ieri o oggi, da remoto. Ma ci hanno detto di no». Un ritardo che per FdI aveva un solo significato: «Non c'era grande voglia di arrivare a intesa. E non potevamo aspettare ancora, non con un candidato già annunciato dagli altri». Anche perchè nel weekend per FdI «la priorità è l'assemblea programmatica».

FdI «scuote» gli alleati

Dunque per FdI ormai il dado su Palermo è tratto: «Ora in campo per noi c'è Lagalla». E provocano gli alleati: «Se vogliono l'unità, convergano su di lui. Del resto, nei giorni scorsi gli hanno offerto di tutto... Dal fare il loro candidato, a candidarsi alla Regione al posto di Musumeci, fino a un ruolo da ministro nel futuro governo... Se lo stimano cosi tanto, appoggino tutti Lagalla». Prospettiva in realtà non impossibile: «Intanto FdI ha ritirato il proprio candidato. Lagalla è il candidato dell'Udc, vedremo cosa succede nei prossimi giorni», dicono da Forza Italia.

Quello che gli azzurri continuano ad escludere è che la partita amministrative si sovrapponga a quella delle Regionali: «Sono due piani diversi e che non devono mischiarsi», ribadiscono.