8 dicembre 2021
Aggiornato 06:30
Centrodestra

Lollobrigida: «Partito unico? Proposta fuori luogo, i problemi degli italiani sono altri»

Il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia: «Ho l'impressione che si tratti di enunciazioni a mezzo stampa rivolte più a un alleato che a tutti, da Forza Italia alla Lega e viceversa»

Antonio Tajani e Giorgia Meloni
Antonio Tajani e Giorgia Meloni ANSA

Una proposta «fuori luogo e fuori dai termini politici che ci interessano». Così Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, definisce l'idea rilanciata ieri dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi di un partito unico del centrodestra. «I problemi degli italiani sono altri. Temo si parli tanto di queste formule soprattutto per cambiare argomento rispetto ai grandi temi della politica che, in una maggioranza dominata da Pd e M5S, il centrodestra di governo fa fatica a imporre» spiega Lollobrigida. Va bene che Berlusconi è sempre stato un federatori ma «il partito unico è altra cosa. Già con il Pdl fu lui stesso alla fine a tirarsi indietro e a tornare a Fi, perché l'esperimento non funzionava».

La federazione proposta dal segretario della Lega Matteo Salvini? «In realtà questa formula non ci è mai stata nemmeno proposta, in nessuna sede - sostiene Lollobrigida -. È sempre auspicabile un maggior coordinamento se finalizzato a condurre battaglie comuni in Parlamento. Ma ho l'impressione che si tratti di enunciazioni a mezzo stampa rivolte più a un alleato che a tutti, da FI alla Lega e viceversa. Forse perché si vuole creare un rapporto più forte per contrapporsi allo strapotere nella maggioranza della sinistra Pd e 5Stelle. La crescita di FdI non danneggia gli alleati, poi loro negano che esista un problema di competizione: ne prendiamo atto», conclude l'esponente di FdI.

Tajani: «Partito unico nel 2023, Lega non ci metterà ai margini»

Sul partito unico del centrodestra «Berlusconi non ha lanciato una proposta da realizzare domani mattina, ma nel 2023. Anche perché il centrodestra è maggioritario nel Paese e probabilmente le elezioni le vincerebbe, ma poi bisogna governare. E per governare bisogna essere una forza moderata e credibile. I risultati in Francia o a Madrid dicono questo. Il pendolo della politica va verso il Ppe. lo dimostra anche il fatto che Forza Italia cresce nei sondaggi, gradualmente ma di continuo. Un passo da alpino, come direste a Torino». Lo afferma Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, in una intervista alla Stampa.

«Si tratta di iniziare un percorso politico e culturale che non si improvvisa - precisa -. Già la decisione di Salvini di sostenere il governo Draghi, seguendo l'intuizione di Berlusconi, è stato un fatto molto positivo per la Lega, per il centrodestra e anche per l'Italia». Salvini afferma che la Lega è il garante della stabilità del governo Draghi, ma non doveva esserlo Forza Italia? «Garantisco che Forza Italia non si fa marginalizzare. Anzi, Berlusconi non è marginalizzabile», risponde Tajani.

«È chiaro che in un partito che avrebbe dal 40 al 45% dei voti ci sarebbero delle sensibilità diverse. Succede oggi nei Repubblicani americani e succedeva ieri nella Democrazia cristiana - ricorda - L'importante è che quello che unisce sia più forte di quello che divide. E la credibilità. Abbiamo presentato un piano di 250 pagine per il Recovery e uno per le vaccinazioni che ha ispirato quello del generale Figliuolo. Lunedì, nella nostra sede, ho incontrato per tre ore i sindacati confederali che evidentemente ci considerano degli interlocutori affidabili, non dei nemici».

«Siamo diversi da Lega e FdI, ma con il Pd siamo alternativi. E nonostante io abbia un ottimo rapporto personale con Letta, ogni giorno ci sono nuovi motivi di polemica, dallo ius soli al ddl Zan. Poi, certo, siamo al governo insieme, ma è un altro discorso. C'è anche il M5s che è lontano da noi anni luce», conclude Tajani.