3 agosto 2021
Aggiornato 06:30
Centrodestra

Giorgia Meloni: «Più rischi che vantaggi nel partito unico»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «La federazione è una buona idea, ma come ci organizzeremo non è l'interesse primario degli italiani. Lo è quello che faremo»

Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

La federazione «è una buona idea», mentre il partito unico del centrodestra «implica più rischi che vantaggi». E in ogni caso, non sono scenari che, oggi, «appassionano gli italiani». E' quanto afferma la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in un'intervista al Corriere della Sera. «L'idea di una federazione fra i partiti che sostengono il governo la trovo intelligente, serve a difendersi dall'aggressione della sinistra che pretende di imporre le proprie politiche in maggioranza. Mi sembra utile un maggior coordinamento, aiuta il lavoro», sottolinea Meloni.

Quanto all'idea di un partito unico proposta da Silvio Berlusconi, Meloni è chiara: «Ho sempre pensato che le specificità di ogni partito siano la forza del centrodestra», precisa. «Rappresentiamo più del 50% degli elettori: omologare tutto ci farebbe perdere più di quanto potremmo guadagnare. Io ho vissuto l'esperienza del Pdl: dopo lo slancio iniziale, riuscire a conciliare le diverse identità ha portato a scontri e a mediazioni poco efficaci. Il partito unico ha più rischi che vantaggi».

Meloni afferma comunque di non avere ancora parlato con Berlusconi. «Conosco la sua idea, è da sempre un grande federatore e lo apprezzo anche per questo. Ma mi sento di consigliare a tutti prudenza in questo dibattito, che agli italiani - alle prese con l'uscita dalla pandemia, la disoccupazione, la povertà, la crisi di molte imprese - può apparire lunare. Come ci organizzeremo non è l'interesse primario degli italiani. Lo è quello che faremo», insiste la leader di Fratelli d'Italia.

«Proroga dello stato d'emergenza è ipotesi folle»

«Apprendiamo dalla stampa che il governo Draghi starebbe pensando a una proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021. Un'ipotesi che, se confermata, sarebbe folle e che come Fratelli d'Italia ci vede nettamente contrari. Ad un anno e mezzo dallo scoppio dell'epidemia non è più accettabile che le più elementari norme della democrazia e i principi dello Stato di diritto come la libertà di movimento e d'impresa possano essere calpestati o violati dal governo nel nome dell'emergenza. Il 2021 deve essere l'anno del ritorno alla normalità: il nostro ordinamento è in grado di gestire la pandemia con i poteri e gli strumenti ordinari di cui già dispone, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento».