24 settembre 2020
Aggiornato 22:00
Centrodestra

Giorgia Meloni avverte Conte: «Niente scherzi da regime autoritario»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Nuove limitazioni creano premesse per far saltare elezioni regionali». Urso: «Sì al referendum e poi al voto». FdI: «Scuola? Dal Governo solo messaggi confusi»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

«Avevano spergiurato che la proroga dello stato di emergenza era solo una formalità 'tecnica', poi, grazie a quella proroga, con un semplice atto amministrativo (senza passaggio parlamentare o firma del Presidente della Repubblica) chiudono i locali e introducono nuove limitazioni alle libertà costituzionali. E ora creano i presupposti per poter far saltare le elezioni regionali del 20 settembre se i sondaggi dovessero essere sfavorevoli all'accozzaglia Pd-M5s. Niente scherzi da regime autoritario, caro Conte». Lo scrive su Facebook Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia.

Urso: «Sì al referendum e poi al voto»

«Noi siamo stati sempre l'unica forza politica coerente nel sostenere il taglio dei parlamentari anche se siano pienamente consapevoli che siano ben altre le riforme costituzionali necessarie, a cominciare dal presidenzialismo e dalla differenziazione dei ruoli delle due Camere. Se i cittadini condivideranno il taglio dei parlamenti, come noi auspichiamo, sarà assolutamente necessario andare subito a elezioni politiche, perché l'attuale Parlamento sarebbe del tutto delegittimato dalla volontà del corpo elettorale e non potrebbe nè esprimere un governo nè tantomeno eleggere il nuovo Presidente della Repubblica». E' quanto ha detto a SkyTg24 il senatore di Fratelli d'Italia, Adolfo Urso.

«Se il M5S vuole ridurre davvero il costo della politica - ha aggiunto - perché aspettare altri due anni e mezzo? Basta andare al voto dopo l'approvazione della riforma e il costo della politica su riduce da subito. Mi aspetto che conseguentemente sia proprio il M5S per primo a chiedere di andare subito alle urne così da eleggere un Parlamento con un terzo dei parlamentari in meno e pienamente legittimato a fare le cose necessarie per il Paese».

FdI: «Scuola? Dal Governo solo messaggi confusi»

«FdI denuncia da mesi lo stato di confusione nel quale versa il governo per quanto riguarda l'avvio del nuovo anno scolastico. Ora però, con l'avvicinarsi della data di riapertura la situazione sta diventando sempre più preoccupante. Fino a qualche giorno fa il ministro Azzolina aveva dichiarato che le mascherine per i bambini dai 6 anni in su non sarebbero state obbligatorie quando i bambini erano seduti al proprio banco. Oggi, invece, il responsabile del Comitato tecnico scientifico Miozzo, ha affermato che invece andranno indossate. Chiediamo al Ministro che vengano elaborate linee chiare e comprensibili ma temiamo che, se si continua così, questo periodo che ci separa dal fatidico primo giorno di scuola, possa trasformarsi in un calvario per i presidi, i docenti e le famiglie con indicazioni puntualmente contraddette». Lo dichiarano i deputati di FdI Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, rispettivamente responsabili del dipartimento istruzione e scuola di FdI.