11 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Lollobrigida e FdI pretendono chiarezza: «Forza Italia e Lega garantiscano mai più con Pd e M5s»

Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera: «Il loro posizionamento politico è pregiudiziale, a partire dalle alleanze in Europa»

Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini
Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Va chiarito il posizionamento politico, a partire dal livello europeo». Lo ha detto in una intervista a Libero il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida. «Non si può dire 'stiamo col centrodestra senza se senza ma' e poi sostenere Sassoli in Europa piuttosto che, come ha fatto la Gelmini, aprire di fatto al proporzionale che è la via maestra per gli inciuci».

FdI chiede chiarezza

Il fronte comune contro il proporzionale è un punto di partenza? «Per costruire un'alternativa credibile occorre garantire che mai più ci si alleerà con il Pd e con i 5 Stelle. La chiarezza FdI l'ha dimostrata oltre che lanciata. Adesso Forza Italia deve fare altrettanto e anche la Lega, dopo la scottatura con i 5 stelle che ha avuto in questi mesi, potrebbe averlo capito». Perché «potrebbe»? «Il paradosso è che siamo sfuggiti a un nuovo governo Di Maio perché quest'ultimo ha detto no».

Per rifare centrodestra chiediamo chiarezza

Senza chiarezza «sui temi e sul posizionamento» è un esercizio inutile parlare di reunion e di ritrovate intese «di piazza». Un asse è rinato? «In realtà tutto quanto si dovrà ancora concretizzare. Vanno chiarite alcune ombre prima di poter ricostruire qualcosa di credibile». Che cosa proponete? «Un patto nazionale che crei un'alternativa al governo di Conte basata sulla chiarezza su temi che vanno approfonditi: dall'Europa alla legge elettorale fino al modello di Stato. Non ha molto senso fare un passo avanti verso il presidenzialismo, nostra battaglia storica, quando poi magari si va al governo e se ne fanno due indietro come avvenuto con la bocciatura negli ultimi mesi di tutte le nostre proposte per ottenerlo».

Il rapporto con Forza Italia

Gli azzurri hanno disertato il vostro «No Conte day». È uno dei passi indietro? «Forza Italia lì ha perso un'occasione. Del resto l'atteggiamento degli azzurri negli ultimi mesi è qualcosa di difficilmente decifrabile. Se solo pensiamo all'elenco di chi è stato indicato come guida: si va da Tajani, che è eurocentrico, a un Toti che invece cerca un'alleanza con l'area sovranista. Ragion per cui è utile che Forza Italia si dia una linea comprensibile?». Altrimenti? «È difficile poter costruire un centrodestra credibile».

Il banco di prova delle regionali

Le Regionali sono il primo banco di prova di questa ritrovata coalizione «nazionale»? «Noi dobbiamo avere la certezza che si va verso qualcosa di nuovo, che non si percorrano gli errori del passato, che i programmi siano chiari e gli impegni mantenuti. In quest'ottica si può costruire anche alle Regionali qualcosa che sia davvero alternativo: il primo banco di prova contro quest'asse delle sinistre 5 Stelle e Pd. Noi abbiamo candidati autorevoli e competitivi in ogni regione da mettere a disposizione della coalizione. Pronti a guidarla o mettersi a disposizione se ne vengono individuati di migliori. Confidiamo che gli alleati facciano prevalere lo stesso spirito e non interessi di partito che seppur legittimi hanno causato già diversi problemi».