19 novembre 2019
Aggiornato 11:00

Toti: «Salvini sa che, al di lą dei numeri, serve pluralitą di idee»

Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: «Ritengo che abbiamo sensibilitą diverse ma parallele, coerenti ad un disegno di Italia»

Giovanni Toti e Matteo Salvini ad Atreju 2018
Giovanni Toti e Matteo Salvini ad Atreju 2018 ANSA

GENOVA - «Io non sono sicuro assolutamente di niente. Siamo un movimento politico che nasce per dare le sue idee. Ritengo che qui con la Lega abbiamo fatto un ottimo lavoro e continueremo a farlo come abbiamo fatto in questi 5 anni anche nei prossimi 5. Ritengo che abbiamo sensibilità diverse ma parallele, coerenti ad un disegno di Italia». Così il Governatore della Liguria, Giovanni Toti, questo pomeriggio a Genova ha riposto ad un giornalista che gli chiedeva se fosse sicuro che Salvini, in caso di caduta del governo, voglia allearsi con Fratelli d'Italia e il suo nuovo movimento «Cambiamo!».

Serve un'alleanza di centrodestra ridisegnata

«Salvini - ha sottolineato Toti - ha fatto bene da ministro sul tema della sicurezza e dell'immigrazione, meno bene ha fatto questo governo sul tema dell'economia, dell'occupazione, della formazione professionale, tutte cose che servono ad un Paese che non sta crescendo e questo non va mai dimenticato. Penso - ha aggiunto Toti - che con un'alleanza di centrodestra ridisegnata, riequilibrata e rinnovata si possa fare bene».

Chiediamo il voto

«Ognuno farà le sue valutazioni ma credo - ha sottolineato il governatore ligure - che la Lega sappia perfettamente che, al di là dei numeri, per essere autosufficienti occorre anche quella pluralità di idee e sensibilità che alberga in un centrodestra più ampio, quindi non vedo perché dovrebbe privarsene ma sono scelte loro. Noi comunque - ha concluso il presidente della Regione Liguria - chiediamo il voto, chiediamo la fiducia per le cose che abbiamo intenzione di fare con gli alleati che vorranno farle con noi».

Io Ministro? Ci stiamo portando troppo avanti...

«Mi ricandido a presidente della Regione perché ritengo che il lavoro che stiamo facendo in Liguria possa essere più utile di qualsiasi ministero. Abbiamo tante persone capaci di fare i ministri e, comunque, ci stiamo portando un po' troppo avanti». Così il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha riposto ad un giornalista che gli chiedeva se, in caso gli venisse offerto un incarico da ministro, fosse disposto a rinunciare a ricandidarsi a presidente della Regione.

Da noi mai collegio blindati in regalo come a Mulè

«Nessuno gioca a fare il leader, caro Giorgio Mulè. Il leader lo sceglieranno i militanti del nostro movimento 'Cambiamo' appena sarà strutturato. Democraticamente, confrontando le idee, come ho sempre chiesto di fare anche a Forza Italia. La certezza granitica che ho, è che nel nostro movimento non ci sarà nessun Giorgio Mulè: non ci sarà nessuno a cui, senza aver mai provato a cimentarsi con preferenze e scelte dei cittadini, viene regalato un collegio blindato, passando sulla testa di tanti amministratori del territorio che più di lui certamente meritavano. La crisi di identità Mulè - ha aggiunto - l'ha provocata ai tanti simpatizzanti e militanti che, dopo avergli regalato un posto da 12mila euro al mese, l'hanno visto sul territorio sì e no qualche volta, come un turista della politica. Tutto questo, che ha provocato tante fughe dal nostro mondo, vi assicuro, non accadrà più. Saluti dalla Liguria caro Mulè, che qualche volta, raramente, hai attraversato in auto».