17 giugno 2019
Aggiornato 18:30
Centrodestra

Berlusconi, il messaggio a Salvini è chiaro: «Forza Italia è indispensabile»

Il leader azzurro ci riprova, candidato ancora una volta e capolista alle Europee. Con un lungo intervento, Berlusconi scalda la platea dell’Assemblea del partito, con amministratori e parlamentari ad applaudire il vecchio «padre padrone»

Video Agenzia Vista

ROMA - Il messaggio a Salvini è chiaro, anche perché Silvio Berlusconi lo ripete più di una volta: Forza Italia è «indispensabile», oggi come nel '94, in Italia come in Europa. Al palazzo dei Congressi di Roma, l'ex premier chiude l'assemblea degli eletti di Forza Italia, evento celebrativo dei 25 anni del partito e, allo stesso tempo, ideale trampolino di lancio per la candidatura del Cav alle elezioni del 26 maggio. Viene presentato anche il simbolo, in cui sparisce la dicitura Ppe e compare lo slogan «Per cambiare l'Europa».

Gli interventi dei big azzurri

Ma già prima di lui, gli interventi dei big azzurri battono tutti sullo stesso tasto. Dice Antonio Tajani: «Senza Forza Italia il centrodestra non vince da nessuna parte», «è stato Silvio Berlusconi a inventarlo». E altrettanto fanno le due capogruppo, Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, ma anche Mara Carfagna che svolge l'intervento più critico nei confronti dei compagni di coalizione. «Il loro disegno dichiarato di svuotarci è fallito», suona la carica, «nelle ultime Regionali è stato confermato un dato politico prima ancora che numerico: il Paese non vuole consegnarsi alle destre sovraniste, il contrappeso moderato di Forza Italia è indispensabile».

Le «colpe» degli italiani

Berlusconi parla a braccio per un'ora, a volta un po' affaticato, ma comunque nel tentativo di fugare le voci sulla sua salute precaria. Per i primi quaranta minuti va avanti sull'onda del passato: un continuo tornare su vecchi cavalli di battaglia (la riforma della giustizia, per dirne uno), sul grande rimpianto di non aver mai raggiunto il 51% dei consensi. La colpa - dice - è degli italiani «che non hanno capito» e continuano a non capire visto che votano i «comunisti da strada» del Movimento 5 Stelle.

Forza Italia «spina dorsale» del centrodestra

Ma il messaggio chiave è appunto quello che punta a ribadire che Forza Italia «è la spina dorsale» del centrodestra e non un partito «al tramonto» come dice certa stampa fatta di «tanti stupidi in giro che non riescono a leggere nemmeno la superficie della realtà». Il fatto è che certe critiche non arrivano solo dall'esterno. Al palazzo dei congressi di Roma spicca per assenza il governatore della Liguria, Giovanni Toti, da tempo azzurro «critico». Berlusconi con lui è chiaro: basta attacchi, basta dire che Forza Italia è un partito «vecchio», la «pazienza è finita». Il Cavaliere sa che Toti è più interessato al progetto di costruire una seconda gamba sovranista con Giorgia Meloni che alle sorti degli azzurri. Tuttavia, in una diretta Facebook, il governatore replica: «Io ci sono se cambia la politica del partito, se la finiamo di dire che va tutto bene, altrimenti resto nella mia Liguria».

Di Maio «finto sottomesso»

Ma il progetto di Berlusconi sembra andare in un'altra direzione. Questa volta si sofferma meno del solito sull'urgenza di una caduta del governo, ma dà una sua versione degli equilibri nell'alleanza gialloverde molto diversa dalla vulgata: Di Maio - dice - è un «finto sottomesso», «si prende tutta la sostanza delle cose fatte al governo e lascia a Salvini soltanto la forma, l'apparenza e credo che presto chi vota Lega se ne accorgerà».

Per cambiare l'Europa servono nuove alleanze

Il progetto di Berlusconi ora è quello di replicare lo schema del centrodestra italiano in Europa, un modo per risultare ancora, come ripetuto più volte, «indispensabile». «Per cambiare l'Europa - sostiene - servono nuove alleanze, bisogna che il Ppe lasci l'alleanza storica con il Partito socialista e crei nuove alleanze con altri partiti che vengono dai conservatori e da quei sovranisti che bisogna educare e convincere». Insomma, dice, quello che gli interessa è il sovranismo europeo, non un ritorno al Novecento «con il nazionalismo che ha dato via a due micidiali guerre mondiali».

L'appello del Giornale

Berlusconi risponde anche ai giornalisti del Giornale, che gli hanno rivolto un appello per scongiurare la chiusura della redazione romana. «Ci penso, c'è qualcosa nella legge sul conflitto di interessi che non mi dovrebbe consentire di interessarmi di fatti che riguardano la stampa. Comunque mi interesserò», assicura.