19 ottobre 2019
Aggiornato 02:00

Diciotti, Grasso agli attivisti M5s: «Vi stanno prendendo in giro»

Il Senatore di Liberi e Uguali: «Non si tratta di decidere se Salvini sia innocente o colpevole, ma solo se debba essere processato, come tutti i cittadini, o salvato in quanto Ministro»

L'ex Presidente del Senato, Pietro Grasso
L'ex Presidente del Senato, Pietro Grasso ANSA

ROMA - «Pensateci bene. Oggi vale per i naufraghi sulla nave Diciotti, e domani? Un futuro ministro dell'Interno, per un presunto fine politico di sicurezza nazionale, potrà con lo stesso principio chiudere dentro una scuola, una caserma o uno stadio, cittadini italiani e stranieri. Col diritto e coi diritti fondamentali non si scherza. Vi stanno prendendo in giro, fatevi sentire!». Questo l'appello che Pietro Grasso, senatore di Liberi e uguali e membro della giunta, nonché ex magistrato, rivolge con un video dalle sue pagine social agli attivisti del Movimento 5 stelle chiamati oggi a votare, tra ritardi e problemi tecnici, sulla Piattaforma Rousseau.

Uno non vale più uno?

Il video si apre con una forte critica al quesito posto online e al tradimento dei valori del M5s: «Cari attivisti 5 Stelle - afferma Grasso - stanno cercando di scaricare su di voi la responsabilità di rinnegare i valori del Movimento e salvare un ministro da un processo. Non si tratta di decidere se Salvini sia innocente o colpevole, ma solo se debba essere processato, come tutti i cittadini, o salvato in quanto Ministro. Ma non eravamo tutti uguali davanti alla legge? Uno non vale più uno? Pur di salvare le poltrone si sono inventati il 'Lodo Giarrusso', non vi ricorda qualcosa del passato contro cui vi siete battuti? Su Rousseau vi hanno raccontato una favoletta, parlano di 'ritardo' e non di 'sequestro', hanno scritto un quesito al contrario tanto che anche Beppe Grillo lo ha criticato: stanno cercando di decidere per voi, quando potevano tranquillamente decidere da soli. Anzi: dovevano, perché solo loro possono davvero leggere le carte!».

Pericoloso precedente

«Il punto in questo caso - conclude Grasso - non è la linea politica, ovvero il contrasto all'immigrazione, ma i mezzi che Salvini ha utilizzato. Votando contro l'autorizzazione a procedere si crea un grave e pericoloso precedente, che mina nel profondo il senso stesso della nostra democrazia, che va contro i valori della Costituzione, contro i diritti inviolabili della persona».