15 ottobre 2019
Aggiornato 00:30

Diciotti: entro giovedì la memoria di Matteo Salvini. Cinque Stelle ancora in bilico

Nell'assemblea dei senatori pentastellati non sarebbe emersa una linea, piuttosto la necessità di attendere la memoria difensiva che Salvini presenterà alla Giunta per le immunità tra domani sera e giovedì mattina

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Cinque stelle ancora in bilico su come votare alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per la vicenda della nave Diciotti. Nell'assemblea dei senatori pentastellati, che si è svolta ieri, non sarebbe emersa una linea, piuttosto la necessità di attendere la memoria difensiva che Salvini presenterà alla Giunta per le immunità tra domani sera e giovedì mattina. La Giunta si riunirà giovedì alle 8,30.

Scelta collegiale del Governo

I senatori pentastellati assicurano che esamineranno e valuteranno la documentazione di Salvini con grande attenzione, insieme al vice premier Di Maio. Il ministero dell'Interno probabilmente inserirà nella sua documentazione l'annunciata relazione di Conte-Di Maio-Toninelli volta a dimostrare che la scelta sulla Diciotti è stata assunta collegialmente dal governo. Certo, è pur vero che sull'esito della vicenda, con lo sbarco dei 137 migranti in Sicilia, era intervenuto il presidente della Repubblica con una telefonata al premier Giuseppe Conte. E la decisione non fu «gradita» a Salvini tanto che il leader della Lega si era sfogato su Facebook: «Se il presidente della Repubblica o il premier vogliono intervenire lo facciano, ma non con il mio consenso».

Il voto è previsto entro il 23 febbraio

C'è comunque ancora tempo per assumere una decisione. E quella del Fatto Quotidiano di risolvere la questione con un referendum tra gli iscritti è soltanto un'ipotesi ancora prematura. Il primo voto, in Giunta, si terrà entro il 23 febbraio. Dopo la riunione di giovedì, in cui la Giunta recepirà la memoria di Salvini, il presidente e relatore Maurizio Gasparri presenterà la sua relazione la prossima settimana. Il voto è previsto entro il 23 febbraio ma, come ha fatto sapere lo stesso Gasparri, non è escluso che si possa anticipare qualche giorno. Poi il dossier passa all'esame dell'Aula.

«Ci tocca salvare Salvini»

E se non esiste ancora una linea ufficiale dei pentastellati, alla Camera un deputato vicino ai vertici del Movimento dà per scontato il no all'autorizzazione: «E' una brutta situazione ma ci tocca salvare Salvini, non possiamo fare altrimenti», dice allargando le braccia lontano dai taccuini. «Superato questo scoglio però - è la previsione del parlamentare - il governo dura anche se M5s subirà una flessione alle elezioni europee». Tra i senatori M5s tuttavia c'è chi non ne vuole sapere di cedere alla realpolitik: «La questione sul votare a favore o meno al processo al ministro dell'Interno mi sembra assolutamente ovvia. Nessuno può evitare un processo grazie al Parlamento e io non potrei mai acconsentire a una cosa del genere che è palesemente contraria ai miei principi e a quelli del M5S. E non se ne dovrebbe affatto discutere», scriveva sabato su Facebook Virginia La Mura. E anche Matteo Mantero dice al Fatto che voterebbe sì al processo di Salvini.