Fascismo

Simboli fascisti, le parole della Boldrini sono una vera fake news

'In Germania i simboli nazisti non esistono più'? Le parole della presidente della Camera sono completamente false: dall'aeroporto Tempelhof all'Olympiastadion Berlin, ce ne sono eccome

ROMA - Laura Boldrini scaglia i propri strali contro i giganti del web – Google e Facebook - a suo dire poco attivi a contrastare il fenomeno delle fake news. Se da un lato ci sentiamo di condividere la sua riflessione, non possiamo non ricordarle però che solo chi è senza peccato scagli la prima pietra. Infatti, una settimana fa, la presidentessa attaccava le opere del fascismo sostenendo «ci sono persone come i partigiani che si sentono offese quando passano sotto i monumenti del ventennio. Non accade lo stesso in Germania dove i simboli del nazismo non ci sono più».Questa è una grandissima fake news. Comprendiamo che la Boldrini abbia dedicato molto tempo allo studio delle declinazioni al femminile dei sostantivi e abbia un po' trascurato l'architettura tedesca ma almeno dovrebbe esimersi dal parlarne. Facendo una ricerca su internet si scopre velocemente che sono moltissimi gli edifici del III Reich mantenuti e ristrutturati, per brevità cito solo i più importanti. L'aeroporto Tempelhof concepito per manifestare grandezza e che in effetti divenne il terzo edificio più grande del mondo dopo il Pentagono ed il Parlamento di Bucarest. Se si scende a Norimberga si può notare la costruzione di Speer, colui che fu il principale architetto di Hitler, realizzata per ospitare i congressi del partito nazista. Ancor più grave per un italiano verace come me è che la Boldrini si sia dimenticata l'Olympiastadion Berlin dove la nazionale italiana si è coperta di gloria nella finale dei mondiali del 2006. Lo stadio fu inaugurato da Adolf Hitler in persona in occasione delle olimpiadi del 1936. Piuttosto parrebbe che i tedeschi siano stati solerti a radere al suolo i simboli architettonici dell'architettura comunista: il muro di Berlino in primis di cui rimane solo più una minima porzione, ma le ruspe si sono scagliate anche contro il Palast der Republic, edificio simbolo della DDR realizzato nel 1976 ed abbattuto nel 2006.