27 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Dario Franceschini: 'È il simbolo di una storia di riscatto'

La commissaria Ue Cretu a Pompei: grande esempio per l'Europa

Il Commissario europeo per le Politiche regionali nella Commissione Juncker, Corina Cretu, ha visitato il sito archeologico di Pompei e ne ha lodato la manutenzione, definendola un grande esempio per l'Europa

POMPEI - «Un grande esempio per tutta l'Europa», con queste parole il Commissario europeo per le Politiche regionali nella Commissione Juncker, Corina Cretu, ha promosso a pieni voti il sito archeologico di Pompei e, con esso, il «grande progetto» per la salvaguardia dell'area, varato nel 2002 dalla commissione europea con 105 milioni di euro e cofinanziato dallo Stato italiano.

Una storia di riscatto
Corina Cretu, accompagnata a Pompei dall'europarlamentare napoletano Andrea Cozzolino ha visitato alcune domus ed edifici già restaurati, compresa la «Casa dei casti amanti», che verrà occasionalmente aperta al pubblico per San Valentino prima di una lunga chiusura necessaria per procedere a un accurato restauro. A fare da padroni di casa: il direttore della Soprintendenza, Massimo Osanna, Luigi Curatoli, direttore del Grande progetto e il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che ha definito Pompei il «simbolo di una storia di riscatto».

Manutenzione
«Non c'è un giorno in cui finiranno i lavori a Pompei - ha spiegato il ministro - Pompei è una città di 66 ettari, di 2mila anni, esposta al tempo, alle intemperie, senza tetti e quindi è evidente che richiederà per sempre un'opera di manutenzione ordinaria, accompagnata ai restauri specifici». Mentre all'interno del sito archeologico si svolgeva la visita ufficiale, in piazza Esedra, antistante l'ingresso, c'è stato un presidio di lavoratori del settore dei beni culturali, rappresentanti dei sindacati Unsa e Flp, che protestavano in maniera pacifica per le condizioni di lavoro nel sito, lamentando un numero di addetti non sufficiente a coprire i turni necessari e chiedendo il blocco del turn over.