21 maggio 2019
Aggiornato 20:00
Movimento 5 stelle

13 indagati per le firme falsificate del M5s a Palermo

Fra gli accusati anche la deputata Giulia Di Vita, bocche cucite davanti ai magistrati. Intanto cresce l'attesa per le sorti di Riccardo Nuti e Claudia Mannino all'interno del movimento di Beppe Grillo. Loro al momento non si sono autosospesi, come chiesto dal comico genovese

PALERMO - Salgono a 13 gli indagati nell'inchiesta sulle firme false depositate dal Movimento 5 Stelle in occasione delle elezioni comunali di Palermo del 2012. Nel registro degli indagati sono finiti un'altra deputata grillina, Giulia Di Vita, il marito della deputata Mannino, Pietro Salvino, e una terza persona non ancora individuata. Intanto in Procura proseguono gli interrogatori.

Bocche cucite davanti ai magistrati
Ad essere sentiti, sono stati il deputato Riccardo Nuti, nel 2012 candidato sindaco di Palermo ed ex capogruppo alla Camera, il deputato Claudia Mannino, l'assistente parlamentare Samanta Busalacchi, l'avvocato Francesco Menallo e Giovanni Scarpello, il cancelliere del tribunale che certificò l'autenticità delle firme. Bocche cucite davanti ai magistrati. I tre esponenti del Movimento, infatti, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Intanto cresce l'attesa per le sorti di Riccardo Nuti e Claudia Mannino all'interno del movimento di Beppe Grillo. Loro al momento non si sono autosospesi, come chiesto dal comico genovese, ed è possibile che a decidere per loro sia il collegio dei probi viri.